Coronavirus, Roma: chiuso il Sanctuary. Nessuna distanza e poche mascherine

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:04

Mille persone che ballano tutte insieme, senza distanza di sicurezza e con poche mascherine, in uno dei locali cult di Colle Oppio. Il «Sanctuary» in via delle Terme di Traiano si trova costretto a chiudere per cinque giorni per i controlli avvenuti nel locale durante le operazioni di prevenzione al rischio contagio da Covid-19. Nessuna norma rispettata. 

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Si sono trovati davanti a una scena che non è potuta passare inosservata. Il locale era già stato richiamo più volte per lo stesso motivo ed era quindi recidivo. Da qui la misura più pesante che può essere presa nei confronti dei titolari di un’attività in questo periodo di fase 3. Lo stesso è accaduto sempre sabato notte per un club privè  in via del Colosseo, non lontano dalla Gay Street in via di San Giovanni in Laterano. Anche qui assembramenti di clienti attorno al palco e al bar, rigorosamente senza mascherina. In questo caso, però, gli agenti della Municipale si sono limitati a chiudere il circolo privato, molto frequentato nella zona, per tre giorni soltanto, per quanto era il primo richiamo del locale. A Ostia infine uno stabilimento è stato solo multato perché trasformato in discoteca, vietato per legge almeno fino a domani.

Esempi  di quello che è accaduto nel primo fine settimana di settembre che inquadra bene la situazione italiana di tutta l’estate, con una movida sempre più fuori controllo, complice il rientro massiccio di ragazzi dalle vacanze. In tantissimi sono rientrati dalla Sardegna, dalla Spagna e da altre zone ad alto contagio, probabilmente senza nessun accertamento sanitario. Niente mascherine e distanziamento ancora una volta da Trastevere a Ponte Milvio ma anche  San Lorenzo, piazza Bologna. Un po’ dappertutto sempre le stesse scene, controlli da parte delle forze dell’ordine che in certi casi sembrano tuttavia perdersi di fronte alla marea umana che continua a circolare nonostante le cattive notizie.


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Contagi: il contrasto della movida è una dura sfida

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Impossibile controllare tutto e tutti. Al centro delle prossime riunioni in Prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presiedute dal neo prefetto Matteo Piantedosi, c’è ancora il tema caldo della movida. Il contrasto al contagio è una sfida che durerà ancora a lungo visto che nelle prossime settimane, e almeno fino a ottobre inoltrato, le piazze saranno prese dai giovani. Il rispetto delle regole continua a essere un optional: quasi nessuno indossa le mascherine e gli appelli sul distanziamento sociale non sembrano servire a nulla. In media  i vigili urbani svolgono circa 3mila controlli, con la chiusura a tempo e il transennamento di piazze e slarghi particolarmente affollati. L’altra notte è successo ad esempio ancora una volta a Trastevere, San Lorenzo, piazza Bologna e in molti vicoli del centro storico. Qualcuno ha borbottato, altri hanno provato a rifiutarsi di fronte all’ordine degli agenti di spostarsi ma senza troppi contrasti. Di pari passo viaggiano le multe per infrazioni al Codice della strada. In particolare quelle per violazioni dei limiti di velocità: 400 su un migliaio di contravvenzioni.