Lo studio mondiale: il plasma iperimmune non funziona

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:51

È il risultato del trial mondiale sviluppato fin dall’inizio della pandemia, uno studio pubblicato in preprint su Medrxiv, condotto dall’Indian Council of Medical Research (ICMR)

il plasma iperimmune non funziona

Quanto emerge dallo studio dall’Indian Council of Medical Research è che il plasma iperimmune non riduce la mortalità Covid e non ha effetti rilevanti sul decorso della malattia. Lo studio è stato condotto per valutare i benefici della somministrazione del plasma dei guariti sui pazienti affetti da SarsCov2. «La CP non è stata associata alla riduzione della mortalità o della progressione a Covid-19 grave», questo quanto si legge nelle conclusioni.

La mortalità tra i partecipanti

Dai risultati dello studio, la mortalità tra i partecipanti è stata rispettivamente del 13,6% (con plasma) e del 14,6% (senza plasma). Nel 7,2% dei casi, la malattia è progredita in malattia grave, con plasma, e il 7,4% nei pazienti senza plasma.

Cosa prevede la terapia

La terapia prevede la trasfusione del plasma di un paziente guarito nei confronti di colui che non è ancora riuscito ad avere una risposta adeguatamente forte, contro il coronavirus. Il tutto ruoterebbe intorno al fatto che dovrebbe essere possibile sfruttare gli anticorpi nel plasma di un paziente che è riuscito a sconfiggere la malattia, per poter aiutare gli altri.

il plasma iperimmune non funziona

Lo studio Placid

Lo studio prende il nome di Placid, ed è il più grande studio al mondo: ha coinvolto 464 partecipanti di 39 ospedali, sia pubblici che privati in 14 stati e territori in India. Lo studio si è strutturato così: due gruppi di partecipanti, 235 partecipanti che ha ricevuto due dosi di plasma a un intervallo di 24 ore, e un altro con 229 partecipanti che ha ricevuto il “miglior standard di cura” (BSC) senza plasma. Tutti i partecipanti si trovavano in ospedale ricoverati per il coronavirus in fase definita “moderata“. La mortalità tra i partecipanti all’intervento è stata rispettivamente del 13,6% (con plasma) e del 14,6% (senza plasma). In entrambe le categorie, la malattia è progredita in malattia grave nel 7,2% dei pazienti nel braccio di intervento col plasma e nel 7,4% dei pazienti senza plasma. «I risultati dello studio Placid indicano che non vi era alcuna differenza nella mortalità a 28 giorni o nella progressione verso la malattia grave tra i pazienti Covid-19 moderatamente malati trattati con CP (plasma) insieme a BSC rispetto al solo BSC (senza plasma)», è quanto emerge dal rapporto.


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L’intervento dell’immunologa Viola

È intervenuta a riguardo tramite un post su Facebook l’immunologa Antonella Viola, professoressa ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Città della Speranza). «Non mi odiate non è colpa mia, ma oggi ho un’altra cattiva notizia. È stato completato uno studio clinico controllato e randomizzato sull’efficacia della terapia col plasma iperimmune nel Covid19. E non funziona. Lo studio è ancora in pre-print quindi nei prossimi giorni lo analizzeremo con calma».