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In Sardegna si corre ai ripari: si entra con certificato o test

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:27
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Il governatore Christian Solinas ha firmato una nuova ordinanza per gli ingressi in Sardegna. Potrà sbarcare sull’isola solo chi è negativo. Chi non presenta il certificato dovrà eseguire un tampone e restare in isolamento fiduciario per 48 ore.

Solinas governatore sardegna
Il governatore della Sardegna Christian Solinas – meteoweek.com

La Sardegna corre ai ripari per cercare di ridurre al minimo l’ingresso di turisti positivi al Covid-19. Il governatore Christian Solinas ha firmato, nella serata di ieri, una nuova ordinanza che regola proprio gli spostamenti all’interno dell’isola. Di fatto, potrà circolare in Sardegna solo chi risulta negativo al virus, e soprattutto chi potrà dimostrare di esserlo. In particolare, al momento in cui si arriva in tutti gli sbocchi – sia portuali che aeroportuali – si dovrà mostrare un certificato in cui si attesta la propria negatività al test.

Nel caso in cui il soggetto in questione non avesse con sè il certificato, dovrà osservare un periodo di isolamento fiduciario di 48 ore. Nel frattempo dovrà sottoporsi a un tampone, dal quale si stabilirà l’eventuale permanenza in Sardegna – in caso di negatività – oppure il prolungamento della quarantena in caso di positività. La Sardegna, soprattutto nel mese di agosto, è diventato un unico e grande focolaio di Covid-19. Il tutto è dovuto soprattutto all’esplosione di casi di contagio, soprattutto tra le persone che si trovavano in vacanza sull’isola.

Ora che siamo a settembre, e forse il flusso di persone a Cagliari e dintorni potrebbe scemare a causa del ritorno al lavoro, la Sardegna corre ai ripari. Si potrebbe parlare senza grossi giri di parole di un provvedimento tardivo, che però introduce al proprio interno un principio piuttosto ferreo. Sull’isola potrà approdare solo che potrà dimostrare di non aver contratto il Covid-19. In ogni caso non cambiano le norme già presenti in base alle normative in vigore. Dunque bisognerà circolare indossando la mascherina e mantenendo la distanza di un metro, anche all’aperto.

Chi non avrà il certificato, dovrà fare il tampone – meteoweek.com

La lotta all’epidemia di Covid-19, dunque, si aggiunge di un nuovo ingrediente in uno dei territori maggiormente colpiti in estate. Nel frattempo, però, emerge ancora una volta la differenza di comportamento tra il Governo nazionale e i singoli enti locali. Da una parte ci sono le normative generali che vengono fatte rispettare dai ministri e dai loro collaboratori. Dall’altra troviamo i governatori di regione, i quali devono correre ai ripari in base alla stratificazione della presenza del Covid-19 nei singoli territori.

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Dunque, nello specifico, il governatore sardo Solinas impone che a partire dal 14 settembre, i passeggeri in entrata da porti e aeroporti della Sardegna devono presentare un certificato di negativitità al virus. Questi certificati dovranno essere esibiti agli imbarchi di navi e aerei. In caso contrario, come detto, sarà necessario un tampone entro le 48 ore dall’arrivo in Sardegna, con la comunicazione dell’esito alle autorità sanitarie locali. Chiunque eseguirà il tampone in quanto sprovvisto della certificazione, dovrà restare in isolamento fiduciario in attesa del risultato del test.