Coronavirus, muore a soli 33 anni dopo un peggioramento improvviso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:01

Muore di coronavirus a soli 33 anni in Sardegna: è la più giovane vittima dell’intera regione. Dopo l’isolamento in casa, era stato seguito e monitorato. Un peggioramento improvviso gli è stato fatale

Fabio Lecis la vittima piu' giovane di covid della Sardegna, muore a 33 anni

Si aggrava il bilancio delle vittime da coronavirus in Sardegna. Ieri pomeriggio al Pronto soccorso del Santissima Trinità di Cagliari è morto un giovane di 33 anni, originario di Isili. È arrivato in condizioni disperate in ospedale, con una grave insufficienza respiratoria, e nonostante tutti i tentativi dei medici, per il 33enne non c’è stato nulla da fare.

Il giovane, da quanto si apprende, era uno dei primi contagiati di questa estate in Sardegna, dopo aver frequentato alcuni locali della Costa Smeralda. Era seguito a domicilio dall’Ats, ma oggi le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate. Da qui la chiamata al 118 e la corsa in ambulanza in ospedale, dove però il suo cuore ha smesso di battere. Un peggioramento improvviso, che ha spiazzato tutti, e che non ha reso possibile l’intervento in ospedale.

Non aveva patologie pregresse, la storia di Fabio Lecis

La storia di Fabio Lecis con il covid inizia dai primi di settembre. Era risultato positivo in seguito ad un tampone effettuato per precauzione, da poco più di venti giorni era quindi in isolamento rigoroso. Pare avesse frequentato locali in Costa Smeralda. Un isolamento attento, fino a ieri pomeriggio, quando a bordo di un’ambulanza medicalizzata ha percorso, invano, i circa settanta chilometri che lo separavano dall’ospedale Covid più vicino, il Santissima Trinità di Cagliari, quartiere popolare di Is Mirrionis. Lì Fabio Lecis, operatore socio-sanitario di 33 anni, è morto attorno alle 16.30, nemmeno il tempo di un ricovero: è la vittima più giovane della Sardegna. Per salvarlo non è bastata quell’ora di viaggio di corsa da Isili, paese degli artigiani ramai.

Leggi anche –> Cosa succede dopo la vittoria del Sì, i nodi da sciogliere nel governo

Leggi anche –> Ue: approvato il piano sui migranti, ma ci sono dei problemi

Fabio era in sovrappeso, ma non aveva patologie. Una vita tranquilla, la sua: diploma da geometra, lavorava nell’istituto per anziani Casa Antonia del suo paese; lì aveva colleghi, amici, frequentava il bar Pioppo e viveva con i suoi genitori, Mario e Isabella. Da loro –  che stanotte sono stati ricoverati per Covid – si era separato a inizio mese per via della quarantena, quando si è trasferito in un altro appartamento, con la preoccupazione costante che stessero bene.  Fabio infatti assisteva suo padre, ed era preoccupato per la sua salute. Da lì la scelta di isolarsi in un altro punto del paese.