Economia, secondo Gualtieri il 2022 sarà l’anno decisivo per il Pil: ecco perchè

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:57

Sarà un post pandemia delicato sul fronte Pil secondo il ministro dell’Economia Gualtieri. “Nel 2022 verrà recuperato il livello del Pil registrato nell’anno precedente la pandemia. Nell’arco del prossimo triennio il rapporto debito pubblico/Pil sarà collocato su un sentiero discendente”. E c’è l’apertura sul taglio delle tasse

Il ministro Gualtieri fa il punto sul Pil e sul taglio delle tasse – meteoweek.com

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri nella premessa della Nota di Aggiornamento del Def (Nadef), ha sottolineato quelli che sono i segnali di rimbalzo del Pil nel terzo trimestre dell’anno. Una spinta sarà dovuta al fatto che “la prossima legge di bilancio e le sovvenzioni della Recovery and Resilience Facility avranno un valore complessivo pari a circa il due per cento del Pil nel 2021: la crescita economica ne beneficerà significativamente, attestandosi al sei per cento”.

E ancora. “Nel 2022 verrà recuperato il livello del Pil registrato nell’anno precedente la pandemia. Nell’arco del prossimo triennio il rapporto debito pubblico/Pil sarà collocato su un sentiero significativamente e credibilmente discendente”. Non c’è da fare i salti di gioia, ma l’Italia è convinta di recuperare terreno e attestarsi su un percorso di crescita non appena sarà assorbita la pandemia e i suoi effetti disastrosi immediati. Sullo sfondo, una riforma fiscale da realizzare e l’atteso taglio delle tasse.

“Riforma in tre anni, possiamo ragionare anche su un taglio delle imposte”

Una riforma fiscale da realizzare in tre anni, per semplificare il sistema ed anche puntare al calo del prelievo, guardando con coerenza anche al progetto dell’assegno unico per i figli, quindi alle famiglie. È l’obiettivo che il governo si pone e che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, vede all’orizzonte. Un orizzonte neanche troppo lontano, a patto che il riassorbimento della pandemia proceda senza intoppi. “Con le risorse del bilancio pubblico – scrive – il Governo intende anche introdurre nel corso del prossimo triennio una riforma del fisco finalizzata alla semplificazione e alla trasparenza. Al contempo, guardiamo ad un miglioramento dell’equità e dell’efficienza del prelievo e alla riduzione della pressione fiscale.

Leggi anche –> Nobel per la Fisica 2020: assegnato agli scienziati che studiano i buchi neri

Leggi anche –> Maltempo, Protezione civile ha diramato allarme di allerta gialla

La riforma – aggiunge – sarà disegnata in maniera coerente con la legge delega in materia di assegno unico, anche per favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro e aumentare la crescita demografica”. Un ritmo di crescita così sostenuto sarà dunque garantito infatti sia dai fondi Ue sia da una “espansione fiscale molto significativa” per il 2021, con l’indebitamento che da 5,7 tendenziale sarà portato al 7%. Si aprono quindi margini di deficit per la manovra da circa 21-22 miliardi che, uniti ai primi fondi europei garantirà risorse per 40 miliardi.