Omicidio di Lecce, l’assassino: «Pensavo di ammazzarli già da agosto quando vivevo con loro»

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:42

Le dichiarazioni di Antonio De Marco, l’assassino dei due fidanzati di Lecce, Daniele De Santis e Eleonora Manta, uccisi il 21 settembre

Antonio De Marco voleva ucciderli già ad agosto, le dichiarazioni in carcere

Lo ha dichiarato Antonio De Marco, il 21enne autore dell’atroce delitto di Daniele De Santis e Eleonora Manta. Lo ha detto in carcere durante l’interrogatorio in occasione dell’udienza di convalida giovedì scorso, davanti al gip del tribunale Michele Toriello, che ha poi convalidato il fermo, il duplice omicidio sarebbe dunque premeditato, in quanto il 21enne, studente di scienze infermieristiche ha dichiarato che era sua intenzione ucciderli «già da agosto, quando vivevo con loro».

La scritta sul muro con il sangue

Vi sono ancora molti punti di domanda in merito alle reali intenzioni di De Marco, erano emerse ipotesi circa l’eventualità che questo potesse voler lasciare con il sangue delle vittime un messaggio sul muro, non è noto ancora cosa volesse scrivere. Non è comunque riuscito a raggiungere quell’obiettivo ma ha dichiarato che sarebbe potuto essere un messaggio «forse contro la società, magari un pensiero che mi veniva in mente»

Antonio De Marco voleva uccidere già ad agosto


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“A volte venivo assalito da crisi di rabbia”

De Marco, ha aggiunto inoltre, spiegando le sue condizioni mentali al momento dell’omicidio «E’ stato un mix di tante cose, non so neanche io. A volte venivo assalito da crisi di rabbia, ogni tanto avevo delle crisi in cui scoppiavo a piangere all’improvviso. Mi sentivo solo. Come vuoto e solo, e non riuscivo a controllare i pensieri» mostra anche delle ferite che si sarebbe procurato da solo con il coltello, una ferita su una caviglia, dei gesti autolesionistici.

Antonio De Marco voleva ucciderli già ad agosto


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“Forse volevo uccidermi”

«Ci sono stati dei momenti – ha aggiunto ancora – in cui magari sono stato tentato di rubare magari qualche farmaco dall’ospedale, ma non l’ho fatto. Ho preso solo una scatola di Xanax. Forse per uccidermi, per farmi del male». Non vi è stata nessuna spiegazione sul movente dell’omicidio «Sarà stato dettato tutto dalle crisi che ho avuto quel giorno – ha spiegato al Gip – e mi sono deciso a farlo. Alle volte riuscivo a fermare i miei pensieri, sia quelli autolesionistici che quelli magari rivolti ad altri…quel giorno no».