Covid, altro picco di contagi: tornano le zone rosse e misure più stringenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:03

Nuovo picco di contagi da Covid-19, tornando le zone rosse a discrezione di ciascuna Regione. Le decisioni del Governo: multe per chi non indossa la mascherina, no all’alcol d’asporto dopo le 22

Coronavirus, altro picco di contagi: tornano le zone rosse

Il Governo si è dato una settimana di tempo per decidere fino a che punto spingersi sulle nuove misure contenute nel Dpcm del 15 ottobre, al fine di evitare un nuovo lockdown. Limitazioni agli eventi pubblici, misure anti-movida che coinvolgeranno bar e locali, scaglionamento di ingressi e uscite al lavoro per evitare caos sui mezzi pubblici. E poi, la possibilità lasciata in mano alle Regioni di procedere con lockdown mirati. I tecnici la chiamano “fase di contenimento”, che consiste nel tenere sotto controllo la diffusione del virus. Ma ora, con i 4.458 casi di ieri contro i 3.668 del giorno prima, si passa ad una “fase di mitigazione”, che cerca di limitare i danni, con lockdown locali, come a Latina ieri, o dichiarando zona arancione intere Regioni dove la curva epidemica sembra fuori controllo. Dunque, lasciare aperte le attività produttive chiudendo però i confini, come si fece per tre giorni a marzo prima di passare al lockdown in tutta Italia.


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Effettivamente, lo scenario che l’Oms aveva disegnato per fine ottobre inizia a prendere forma, in quanto in soli tre giorni il numero dei contagi giornalieri da Covid-19 è raddoppiato. Record assoluto in Campania con 757 casi e in Lombardia con 683 casi. Anche i ricoveri sono in aumento con 143 persone nei reparti di medicina e 21 persone in terapia intensiva. Mentre, 22 i decessi ieri.


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Per questo i tecnici sono al lavoro per consegnare all’esecutivo misure più stringenti. Innanzitutto, si dovrà intervenire sugli eventi di massa. Secondo gli esperti del Comitato tecnico scientifico, bisogna riorganizzare tutte le iniziative che prevedono grandi aggregazioni, dagli spettacoli all’aperto agli eventi sportivi. Sui numeri si sta cercando di delineare un metodo, anche per matrimoni, funerali e tutti gli eventi al chiuso, compresi cinema, teatri, palazzetti. Nel frattempo l’ordinanza pubblicata in Gazzetta Ufficiale conferma il tampone obbligatorio per chi viene da Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda del Nord, Repubblica Ceca, Spagna e Francia.