Arisa bullizzata a scuola: “Mi chiamavano pecora, dicevano che puzzavo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:48

Simbolo della filosofia body positive, Arisa si è resa portavoce di molte donne vittime del giudizio altrui e ha lanciato importanti messaggi sui social.

Arisa vittima di bullismo

Da tempo, Arisa lancia attraverso il suo profilo Instagram importanti messaggi di accettazione alle donne affinchè si liberino dai canoni estetici vigenti e si amino per ciò che sono, pregi e difetti inclusi. La prima a dover affrontare un lungo percorso prima di arrivare alla consapevolezza di sé è stata proprio la cantante che, ai tempi delle scuole, ha subito numerose vessazioni da parte dei compagni di classe.

A raccontare gli atti di bullismo di cui è stata vittima in passato è stata proprio Arisa che, in una lunga intervista per il Corriere della Sera, ha ammesso di essere stata per troppo tempo perseguitata dai giudizi implacabili di chi la circondava. Oggi, però, Rosalba Pippa ha imparato ad accettarsi ed amarsi rimpiangendo anche le punturine cui si è sottoposta per apparire più bella agli occhi degli altri.

Arisa: “Oggi sono me stessa, ma…”

“Oggi finalmente mi sento me stessa”, ha confidato Arisa che, prima di arrivare a questa conquista ha attraversato momenti di grande sconforto.

“[…]Ho capito che il nostro corpo dovrebbe essere l’espressione di chi siamo: non ha senso fingere. Ti piace mangiare? E mangia! Prima pensavo che avendo labbra più turgide sarai stata amata di più. Ma in quel tentativo non mi riconoscevo ed ero la prima ad amarmi meno“, ha ammesso la cantante che, in passato, ha visitato numerosi chirurghi estetici.

“Passavo il tempo a guardarmi allo specchio. Vedermi più bella pensavo fosse il modo per riempire dei vuoti, così ci sono cascata: ho iniziato a fare delle punturine, mi sono lasciata prendere. Vedevo un sacco di chirurghi che mi dicevano: è proprio sicura?”, ha continuato a raccontare lei che, proprio la scorsa estate, ha preso una decisione drastica.

“Ero al mare e continuavo solo a guardarmi la pancia, le cosce…. mi demoralizzavo. Poi mi sono detta: basta preoccuparmi, faccio una foto e la metto su Instagram – ha raccontato, spiegando così come è iniziata la sua rinascita – . Ma con tutto quello che siamo in grado di fare noi donne, possiamo sempre perderci dietro queste preoccupazioni? Le mie giornate possono rabbuiarsi perché non ho il fisico di una velina?”.

Arisa, un messaggio a tutte le donne

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Arisa vittima dei bulli a scuola

Alla base delle insicurezze di Arisa, tuttavia, c’è un passato fatto di insulti ricevuti a scuola e di una incapacità di integrazione da parte dei compagni di classe.

“Alle medie non ero certo tra le ragazzine più carine. I compagni mi prendevano in giro per il naso o perché non avevo tanti vestiti. Per gli altri erano battute ma io le prendevo sul serio, mi pesavano – ha confidato lei – […]Abitavo in campagna, mio padre ha sempre avuto gli animali e capitava che portasse a pascolare le pecore vicino alla strada dove passava l’autobus con i miei ‘amici’. Che hanno iniziato a chiamarmi pecora, a dirmi che puzzavo…”.

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Vero e proprio bullismo, quindi, quello di cui è stata vittima Arisa che, ad oggi, ritiene che sia successo tutto per un motivo ben preciso: “non tutti i mali vengono per nuocere”.

“Ringrazio tutte le persone che per tanto tempo mi hanno messo in difficoltà perché ora so che tutto è relativo – ha spiegato lei – . Il cielo dà le cose a chi le può sopportare, dicono. Mia mamma e le zie fanno di tutto con dei malanni pazzeschi. Io più che rattristarmi ho cercato di farmi forza con le mie passioni, mi rifugiavo in quello che mi faceva stare bene”.

Ora che Arisa ha smesso di essere coinvolta in situazioni che le facevano male e che non è più alla ricerca di un modello di perfezione che la faccia sentire accettata, è rinata.

E, a tutte coloro che stanno vivendo il suo stesso dramma, ha lanciato un messaggio: “(Abbiate, ndr) fiducia nei libri e nella musica per acuire l’immaginazione e estraniarsi. Ogni cosa è passeggera e studiando si può scegliere prima la propria strada”.