Interrogato per atti vandalici confessa il terribile omicidio della madre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:36

A Piovà Massaia, nell’Astigiano un uomo di 50 anni sotto interrogatorio ha confessato l’omicidio della madre: verrà riesumato il cadavere.

Interrogato per atti vandalici confessa il terribile omicidio della madre
Interrogato per atti vandalici confessa il terribile omicidio della madre – meteoweek

Non ce la faceva più e alla fine ha confessato: 3 anni di silenzi hanno pesato tanto da parlare nonostante nessuno gli avesse chiesto della morte della madre. Era un decesso su cui nessuno aveva mai sollevato dubbi. E’ successo a Piovà Massaia, nell’Astigiano. L’uomo, 50 anni, è un operaio lo ha confessato ai carabinieri che lo stavano interrogando per atti vandalici. L’operaio, infatti era stato convocato in caserma a Cocconato dopo la denuncia di una ragazza che si era trovata l’auto vandalizzata nel parcheggio di un distributore di benzina apparentemente senza una ragione. Le immagine delle telecamere lo avevano inchiodato alle sue responsabilità.

Durante l’interrogatorio l’uomo, però, ha raccontato della morte di sua madre, avvenuta 3 anni prima a suo dire per soffocamento. La donna era anziana e malata da tempo per cui nessuno aveva pensato che potesse trattarsi di un omicidio. Ora le forze dell’ordine hanno disposto la riesumazione del cadavere.

Il quadro clinico della donna 90enne era molto compromesso: era peggiorato ancora dopo dopo un periodo di ricovero in ospedale per alcune fratture. Le sue ossa erano diventate fragilissime e l’anziana era già stata ricoverara e operata almeno 5 volte nell’ultimo anno di vita.

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L’uomo, 50 anni, è un operaio ha detto di averlo fatto per non farla soffrire – meteoweek

L’uomo ha poi confessato: “Non volevo più vederla soffrire”. L’avrebbe ucciso dopo una notte difficile durante la quale la donna era apparsa molto sofferente per i dolori alle gambe che non riusciva a calmare nemmeno con i farmaci. Prima di ucciderla le avrebbe somministrato degli antidolorifici per stordirla.

L’operaio ha poi ammesso di aver cercato più volte di confessare l’omicidio ma senza successo: era sempre tornato sui suoi passi preso dal timore poco prima di entrare in caserma. L’atto vandalico è stato il pretesto per portare a termine la missione. Ora l’uomo ha nominato come suo difensore l’avvocato Marco Dapino. La procura ha affidato al medico legale Giancarlo Di Vella il compito di eseguire l’esame autoptico sui resti della donna. Ora l’uomo si trova agli arresti domiciliari in attesa che venga riesumato il corpo della madre che possa poi chiarire la dinamica dell’incidente. Le confessioni tardive sono rare ma a volte accadono e necessitano di grande attenzione investigativa per non cadere nel vuoto. Molte prove saranno andate perse o rovinate con gli anni ma le forze dell’ordine hanno l’arduo compito di ricostruire quanto accaduto oltre ogni ragionevole dubbio, per assicurare un possibile assassino alla giustizia, nonostante le circostanze critiche in cui è si è trovato.