Immuni non funziona in Veneto, Pd e M5s: “Gravissimo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:18

La politica critica il non funzionamento dell’App Immuni in Veneto, dal Partito democratico al Movimento 5 stelle. 

Immuni non funziona in Veneto, Pd e M5s: "Gravissimo"
Sito dell’App Immuni. Credit: immuni.italia.it

Nessun tracciamento dei contagi. Succede in Veneto, dove l’App Immuni – il sistema di monitoraggio delle persone positive – non funziona. Pur costituendo uno degli strumenti principali nel contenimento della diffusione del virus, la tecnologia presentata durante la scorsa primavera non è stata attivata nella Regione guidata dal governatore Luca Zaia.

Il commento del Pd

Non ha perso tempo per commentare il fatto Carmelo Miceli, esponente del Partito democratico, che sulla pagina Facebook dei dem ha scritto: “La Regione Veneto rimedi alla gravissima assenza di collegamento con l’App Immuni. Il fatto che le Asl della quarta regione italiana per contagiati non comunichi i codici identificativi dei positivi è di una gravità inaudita. Così facendo Zaia sta mettendo a serissimo repentaglio la salute di tutti cittadini, non solo quelli della sua regione”. 

Il commento del M5s

Severo si è rivelato anche il commento della deputata Francesca Businarolo, del Movimento 5 stelle: “Zaia ha preso in giro 534mila veneti. Dia una spiegazioni, anziché adottare il solito trucchetto di far vedere quanto è bravo a risolvere i problemi che lui stesso ha creato”. La parlamentare ha aggiunto: “La Regione sta candidamente ammettendo che per mesi i dati arrivati tramite Immuni, che avrebbero potuto evitare focolai, non sono stati trattati. E’ gravissimo. Magari qualcuno si è dimenticato che a giugno Zaia aveva espresso scetticismo su Immuni promettendo ‘un’app veneta’ che non ha mai avuto seguito. A pensar male, si potrebbe dire un boicottaggio. Altrimenti si tratta di incompetenza”.

Cosa è successo

A denunciare il malfunzionamento – o meglio, il non funzionamento – di Immuni in Veneto è stato “Il Corriere del Veneto”. Tutto è iniziato con la chiamata di un uomo contagiato al servizio di igiene dell’Ulss di Padova: aveva già avvisato parenti, amici e colleghi di lavoro, ma non poteva rintracciare tutte le persone incrociate nei precedenti 14 giorni. Il problema è che per essere tracciati, i positivi dovrebbero essere associati a una sequenza da inserire nel database. Cosa che a Padova, così come nel resto del Veneto, non sono riusciti a fare. “L’App Immuni non funziona in Veneto”, hanno semplicemente detto.

La risposta di Zaia

Alla luce di questo si è espresso il presidente della Regione Luca Zaia, che ha annunciato una nota ufficiale di spiegazione. Intanto ha già dichiarato personalmente: “Tutto quello che è previsto come incombenza da parte dell’ente pubblico per la gestione di Immuni, nel rispetto delle competenze, lo facciamo. Diamo corso a quello che è previsto per coloro che si scaricano Immuni, non è che restano isolati in Veneto, ci mancherebbe”.

La spiegazione dei vertici sanitari della Regione

Ma quali sono i motivi del ritardo? Li ha spiegati la dottoressa Francesca Russo, della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, facendo emergere una organizzazione vaga e confusa. “Ci sono state mesi fa interlocuzioni con il livello centrale. All’inizio si è parlato di una procedura sperimentale solo in alcune regioni, poi le cose sono andate per le lunghe un po’ ovunque. Ora, anche alla luce dell’aumentata partecipazione dei cittadini, il sistema è stato perfezionato. Quando si riceve una notifica sull’app Immuni di un possibile contatto con un positivo, si contatta il Sisp comunicando il proprio codice. Da quel momento in poi, il sistema sanitario regionale comincia una valutazione nello specifico accompagnando il soggetto nel consueto percorso di contact tracing”.

Poco dopo la diffusione della notizia, dai vertici sanitari della Regione è arrivata la nota con la conferma che tutto partirà dalla prossima settimana. “Invierò una lettera – ha detto la dottoressa Russo – alle Ulss comunicando ciò che i Sisp (gli uffici Igiene, ndr) devono fare”.

La nota della Ragione Veneto

Immuni non funziona in Veneto, Pd e M5s: "Gravissimo"
Nota della Regione Veneto. Credit: sito Regione Veneto

La Regione si giustifica scaricando la responsabilità sul rapporto governo-Regioni. “La Regione Veneto, come varie altre Regioni italiane con le quali è in corso un costante coordinamento, è attiva sul tema fin dall’inizio, con una fitta serie di contatti, anche epistolari formali, con le parti interessate, a cominciare dal Ministero della Salute”.

Il problema? “L’App Immuni non fornisce informazioni relative al soggetto positivo con cui si è venuti a contatto, al luogo del contatto o alle caratteristiche del contatto. Inoltre, in considerazione delle attuali norme di prevenzione vigenti ed in particolare con riferimento all’obbligo di utilizzo della mascherina in tutti i luoghi all’aperto e al chiuso, l’eventuale contatto registrato non si configura in senso assoluto come contatto stretto. Quindi, “non essendo possibile per l’operatore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica valutare il livello di rischio di tale contatto, già nel mese di giugno veniva proposto al Ministero della Salute un possibile protocollo applicativo per uniformare le procedure di tutte le Regioni”. 

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