Quando il Covid fa vacillare la fede: migliaia di fedeli in pellegrinaggio a Subiaco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:07

La pandemia di Covid-19 è portatrice di dolore e sofferenza tali da fa vacillare persino la fede religiosa: sono allora in migliaia i pellegrini che, da tutta Italia, sono giunti a Subiaco “affinché la Trinità metta fine al virus”.

subiaco Santuario della Trinità
Il Santuario della Trinità a Vallepietra – foto di archivio

Boom di fedeli al Santuario della Trinità, incastonato sul Monte Autore a Vallepietra vicino a Subiaco. Anche questo è uno degli effetti del Covid. Come spiega Don Alberto Ponzi, rettore del Santuario situato a 1400 metri di altitudine sulla catena dei Simbruini, negli ultimi mesi sono state almeno 100mila le presenze registrate. E c’è chi racconta ai giornalisti del Messaggero che il motivo di un simile, sentito pellegrinaggio è dovuto all’ansia e alla paura della pandemia. “Veniamo a pregare la Trinità perché metta fine al Covid e ci liberi da questa disgrazia che sta mettendo a dura prova anche la nostra fede religiosa”.

Effetto Covid: migliaia di fedeli in pellegrinaggio a Subiaco

Il santuario di Subiaco quest’anno ha aperto in ritardo. L’inizio dei pellegrinaggio è generalmente fissato per il 1° maggio, ma data la situazione e il relativo lockdown, in questo drammatico 2020 la riapertura è stata posticipata al 15 giugno. La chiusura, invece, è al momento fissata per il 2 novembre. Chiaramente, tutti i pellegrini che partecipano e si avventurano per questo sentiero spirituale sono tenuti a rispettare le dovute e necessarie misure di sicurezza. Con gli ingressi contingentati, ognuno di loro indossa la mascherina.

La domenica è il giorno di maggior afflusso. C’era sempre la protezione civile della Misericordia di Trevi, e il 2 novembre per la chiusura ci sarà una semplice messa e poi appuntamento il prossimo 1° maggio”, spiega ancora Don Alberto Ponzi. Che si lascia poi andare a una preghiera di speranza: “Dio ci aiuterà”.

Quando la sofferenza fa vacillare la fede

Un pellegrinaggio, quello verso il Santuario della Trinità, intrapreso da turisti di tutta Italia che, vittime della sofferenza e del dolore provocato dall’emergenza sanitaria e dalla pandemia, hanno sentito il bisogno di ritrovare un contatto con la propria fede. “La gente è esausta e ha bisogno di un contatto con Dio – dice Don Alberto Ponzi – Il pellegrino che viene nel nostro Santuario in genere prega per qualcosa che ha ricevuto o chiede di ricevere. Quello che più mi ha colpito sono stati i racconti della stragrande maggioranza di fedeli che ora vengono a pregare la Santissima Trinità per liberarci da questa epidemia del coronavirus. Molta gente aveva messo in dubbio la propria fede religiosa perché aveva subito la perdita di un famigliare senza poterlo nemmeno vedere. Qui ritrova conforto e convinzione”, ha spiegato infatti Don Alberto Ponzi.


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E ha raccontato di come c’è chi arriva al Santuario scalzo fino alla chiesa, per pregare davanti all’immagine della Trinità. O come chi cammina a piedi per oltre due ore sui sentieri della montagna di Vallepietra, per pregare e chiedere la fine della pandemia. “Una donna giovane, sui 35 anni aveva perso il padre malato di Covid e non era riuscita a vederlo per dargli l’ultimo saluto. Un’esperienza tremenda che gli aveva fatto venire meno la fede religiosa. Ha raggiunto il Santuario a piedi salendo da Vallepietra per i sentieri della montagna e ha ritrovato quella religiosità che aveva un po’ perso”, ha raccontato il rettore del Santuario.


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Molti dei pellegrini, inoltre, vengono da Bergamo e da altri centri tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria. “Sono venuti proprio per pregare dopo la bruttissima esperienza di morte e sofferenza che hanno vissuto e rivolgevano preghiere alla Trinità affinché ci liberasse dal virus”, ha spiegato Don Alberto Ponzi.