Muore in ospedale per una peritonite non riconosciuta, la moglie: “Mancò il chirurgo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:18

Il doloroso racconto della moglie Gianmaria Beccari racchiuso in una lettera: suo marito è morto a causa di una peritonite non riconosciuta, dopo tante ore di agonia. L’accusa è quella di malasanità.

Gianmaria Beccari
Gianmaria Beccari – foto via Il Gazzettino

Gianmaria Beccari è morto un anno fa, all’età di 71 anni. Dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale, il medico di base di Albignasego era stato ricoverato presso l’ospedale di Abano, struttura contro la quale la moglie Paola Bernardi oggi solleva un caso di presunta malasanità.

“Lo scorso 26 ottobre, intorno alle 16, mio marito ha avuto un sinistro mentre era alla guida della sua moto. Allertato il 118, è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso della cittadina termale. Le protezioni che indossava lo hanno protetto, ad eccezione dell’addome, dove ha preso l’unico colpo”. Queste le parole – spiegano le penne de Il Gazzettino – che la signora Bernardi lascia in una lettera. Un messaggio con la quale continua poi a testimoniare: “Una volta entrato in pronto soccorso è stato sottoposto alle analisi del sangue. Fino all’indomani, però, più nessun emocromo. Non sono inoltre state eseguite indagini ad hoc per scoprire eventuali politraumatismi e non è stata fatta la necessaria idratazione”.

Eppure suo marito ha manifestato fin da subito un forte dolore all’addome, fatto che spinge i medici ad effettuare una Tac – con la quale non viene notato nulla di strano. “Alle 23.30 la richiesta di una visita chirurgica. Tuttavia, manca proprio il chirurgo“.

“Non hanno riconosciuto una peritonite in corso”

Un fatto che insposettisce fin da subito la donna. Suo marito continua ad essere in preda ai dolori, che non si placano nemmeno con gli antidolorifici. Eppure, a un primo sguardo la Tac non rivelerebbe nulla di strano. La donna precisa che nella prima documentazione “non vi è alcun segno di lesioni interne, né visibili dalla Tac, né riscontrabili alla palpazione addominale”. Ma si scoprirà in seguito che, a una seconda e più attenta lettura, sono visibili segni di una perforazione addominale: dei segni tutti già presenti negli esami effettuati all’uomo in ospedale. “Mi chiedo come sia stato possibile non riconoscere una peritonite in corso“, scrive allora Paola Bernardi.


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Ma alle 3 del mattino, dopo essere stato tenuto diverso tempo sotto osservazione, Gianmaria Beccari viene portato nel reparto di Medicina. L’uomo sta male, manifesta una copiosa sudorazione, ma non viene applicata alcuna flebo, e il medico di reparto si presenta alle 8:30. Viene allora rifatta una nuova Tac, nella quale viene osservata una peritonite massiva. “Non sono stata subito avvertita della gravità della situazione, ma solo che mio marito sarebbe stato trasferito a Padova per essere operato, dato che, mi è stato riferito, ad Abano non ci sono adeguate strutture per il post operatorio. Ignara della gravità, arriviamo all’ospedale della città di Padova; e qui vengo messa al corrente del suo precario stato di salute”, prosegue la donna nella lettera.


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Una trafila lunga e, per il dottor Beccari, molto dolorosa: l’uomo infatti, dopo essere stato operato d’urgenza nel pomeriggio, muore alle 7:30 del mattino seguente. Oltre a lasciare sola sua moglie e la sua famiglia, il dottor Beccari lascia un vuoto anche nel cuore di tutti i suoi pazienti.