Covid, contagi in aumento: per Crisanti è colpa delle Regioni

Il virologo di Padova, Andrea Crisanti, si è scagliato ancora una volta contro la disorganizzazione di governo e Regioni.

Covid, contagi in aumento: per Crisanti è colpa delle Regioni
Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, ospite del programma “L’imprenditore e gli altri”, su Cusano Italia Tv. Credit: Youtube Cusano Italia Tv

“In questa situazione non ci saremmo dovuti arrivare”. A dirlo è Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, ospite del programma “L’imprenditore e gli altri”, su Cusano Italia Tv. Fa riferimento all’andamento dei contagi da coronavirus in Italia, da qualche settimana in crescita esponenziale. Dopo essere stati i primi ad aver gestito il virus, affrontandolo con il lockdown generalizzato del Paese, avremmo dovuto avere un vantaggio sugli altri stati europei. Eppure quella distanza si accorcia ogni giorno di più, mentre cresce la preoccupazione dell’esecutivo.

La totale impreparazione delle Regioni

Lo dimostra il numero dei contagi quotidiani, che negli ultimi giorni ha superato i 20 mila nuovi positivi, e la conseguente firma del Dpcm presentato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte domenica scorsa, 25 ottobre. Tra coprifuoco e chiusure anticipate, il passo verso il lockdown sembra corto. Stando alle parole di Crisanti, la situazione in cui l’Italia si trova al momento “è il risultato di una totale impreparazione delle Regioni e anche del sistema sanitario nell’implementare delle misure di sorveglianza, tracciamento e prevenzione”.

Covid, contagi in aumento: per Crisanti è colpa delle Regioni
Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, ospite del programma “L’imprenditore e gli altri”, su Cusano Italia Tv. Credit: Youtube Cusano Italia Tv

L’App Immuni che non funziona

Ad esempio, com’è stato dimostrato, l’App Immuni – sviluppata per prevenire la diffusione del virus – è completamente inattiva in alcune regioni, tipo il Veneto. Ma anche nelle altre zone del Paese, il funzionamento non è così performante a causa del ritardo con cui vengono inseriti i codici nel database. “Avevamo cinque mesi di tempo, avremmo potuto creare un sistema di sorveglianza e tracciamento”, aggiunge ancora il virologo. E non è il primo a pensare che da giugno – una volta superati i mesi più duri dell’emergenza sanitaria – a oggi si sarebbe potuto fare molto di più per evitare di danneggiare ulteriormente l’economia italiana.

La possibilità del lockdown a Natale

Infine ha concluso l’ordinario dell’Università di Padova: “A fare misure di restrizione sono bravi tutti, perché misura dopo misura si arriva al lockdown, i casi calano e
poi che facciamo, ricominciamo daccapo?”. Da diverse settimane Crisanti ha anticipato la forte possibilità che il Governo giallorosso chiuda il Paese in un lockdown generalizzato durante le festività natalizie e, con queste parole, sembra confermare la sua idea. Non resta che aspettare di vedere se le nuove misure di contenimento del contagio produrranno i risultati sperati, oppure Conte e i suoi dovranno prendere ulteriori provvedimenti.

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