Dpcm, la proposta di Di Maio: “Tagliamo gli stipendi dei parlamentari”

All’indomani del nuovo Dpcm, il ministro Di Maio ha proposto il taglio degli stipendi dei parlamentari per dare un segnale ai cittadini.

Dpcm, la proposta di Di Maio: "Tagliamo gli stipendi dei parlamentari"
Luigi Di Maio, ministro degli Esteri. Credit: Luigi Di Maio Facebook

“La politica deve dare un segnale chiaro alla popolazione per ristabilire un canale di fiducia con i cittadini. A scriverlo in un post sulla sua pagina Facebook è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il canale di fiducia con i cittadini si è spezzato domenica scorsa, 25 ottobre, quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le misure restrittive contenute nel nuovo Dpcm. Le chiusure – totali o parziali – hanno stroncato i commercianti che avevano appena affrontato il lockdown generalizzato per circa due mesi, e hanno provocato le proteste dei lavoratori scoppiate nelle piazze di tutta Italia.

I sacrifici della politica

Per provare a mettere una pezza sulle decisioni del premier, Di Maio ha avanzato la proposta del taglio degli stipendi dei parlamentari. “Se chiediamo ai cittadini di fare sacrifici – ha scritto il numero uno della Farnesina – allora dobbiamo essere pronti anche noi a farne”. Nel frattempo, per placare gli animi degli imprenditori, Conte ha già annunciato che il governo giallorosso ha stanziato cinque miliardi per gli indennizzi, mirati e immediati, a sostegno delle attività maggiormente penalizzate dal decreto.

Dpcm, la proposta di Di Maio: "Tagliamo gli stipendi dei parlamentari"
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, e Luigi Di Maio, ministro degli Esteri. Credit: Luigi Di Maio Facebook

La proposta di Di Maio

E ha continuato il ministro degli Esteri: “Riprendiamo la discussione iniziata a marzo, quando scoppiò la pandemia: tagliamo gli stipendi dei parlamentari ed eliminiamo qualsiasi tipo di privilegio della politica. Mentre ci sono persone che soffrono a causa del virus, è inaccettabile che i politici continuino a guadagnare 15mila euro al mese. Sono troppi. Lo hanno fatto già diversi Paesi esteri e molti manager di importanti aziende. Lo faccia anche la politica italiana”.

Il Movimento e il taglio degli stipendi

Il taglio degli stipendi è un’abitudine radicata tra gli esponenti pentastellati, essendo uno dei punti fondamentali del Movimento fin dalla sua nascita. “Come MoVimento 5 Stelle da anni ormai ci tagliamo lo stipendio e io personalmente ho rinunciato a oltre 300mila euro. Davanti al virus, davanti a oltre 21mila contagi in 24 ore, davanti a 37mila morti in Italia dall’inizio della pandemia la politica deve dare il buon esempio e mettere a disposizione del Paese ulteriori risorse. E adesso ci aspettiamo un segnale rapido e concreto da parte di tutte le forze parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione. Il MoVimento già c’è. Gli altri?”, ha concluso Di Maio.