Tragedia nella cava di marmo: la morte violenta di un operaio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:22

Incidente mortale, questo pomeriggio, in una cava di marmo sulle Alpi Apuane: un uomo è morto in modo terribile.

Tragedia nella cava di marmo: la morte violenta di un operaio – meteoweek

Nella bellissima cornice delle Alpi Apuana si è consumata una tragedia terribile questo pomeriggio. All’interno della cava Borra Larga, nel bacino marmifero del monte Corchia, nel comune di Stazzema un operaio 59enne di Avenza è rimasto schiacciato tra una macchina – di quelle che si manovrano tramite un telecomando – e la parete rocciosa, riportando uno schiacciamento addominale purtroppo fatale. Non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorritori del 118 Versilia con un’ambulanza e l’automedica di Querceta, che hanno unicamente potuto constatarne la morte.

Sono intervenuti anche i vigili del fuoco, i carabinieri, il Soccorso alpino e i tecnici della prevenzione dell’Asl Versilia a cui spetterà il compito di verificare se ci siano state o meno condotte criminose durante la procedura.

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La storia ha raccolto il dolore di tutti i parenti e amici dell’uomo e ha stimolato i sindacati ad intervenire. Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Lucca e Massa Carrara, sono intervenuti per dire “basta alle morti sul lavoro”, hanno proclamato uno sciopero di otto ore per giovedì. “Ieri tre operai feriti sul lavoro tra Firenze e provincia, oggi un incidente mortale: è uno stillicidio soprattutto nei nostri settori, anche in Toscana bisogna fare di più per combattere la piaga degli incidenti sul lavoro, così non si può andare avanti, è inaccettabile. Occorre senso di responsabilità da parte delle imprese e occorrono più controlli da parte degli enti preposti. Invitiamo anche le istituzioni e la nuova giunta della Regione Toscana ad affrontare il problema”, ha detto la segretaria generale di Fillea Cgil Toscana Giulia Bartoli. Alessia Gambassi (segretaria generale Fillea Cgil Lucca), sul lavoratore che ha perso la vita oggi ha detto: “Troppi impegni, troppe promesse, troppe parole. Gli operai vogliono lavorare per vivere ma non si può morire di lavoro. Ci stringiamo attorno alla famiglia del lavoratore”.
L’Italia produttiva ha riaperto da pochi mesi e la mattanza è ripresa inesorabile. Soprattutto nei cantieri. Sono state almeno 142 le vittime sul lavoro dalla fine del lockdown alla settimana di Ferragosto. L’imperativo è tornare a produrre, subito, di più e a ogni costo e questo a volte diventa pericoloso per tantissime vite umane.