Covid, neonato positivo trasferito in pediatria d’urgenza a Trieste

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

Un neonato di un mese e mezzo è risultato positivo al coronavirus. E’ stato ricoverato due giorni fa all’ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste dopo un trasferimento dal reparto di pediatria dell’ospedale di Tolmezzo, in provincia di Udine. 

neonato positivo - meteoweek.com
(Da Getty Images)

Un neonato di un mese e mezzo è stato ricoverato all’interno dell’ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste: il piccolo è risultato positivo al coronavirus, con sintomi quali febbre e altri disturbi. Per questo due giorni fa si è deciso di trasferirlo dal reparto di pediatrica dell’ospedale di Tolmezzo, in provincia di Udine, a Trieste. A riportarlo è il Messaggero Veneto. A confermare la notizia anche il vicegovernatore e assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi. Stando a quanto emerso, il neonato sarebbe, effettivamente, figlio di genitori positivi. Il padre sarebbe risultato positivo già da giorni, mentre la madre nella giornata di ieri. Fortunatamente, dal reparto Pediatria d’urgenza/Pronto soccorso fanno sapere: le sue condizioni sono stabili e non preoccupanti, tanto che in caso di costanti miglioramenti il neonato potrà essere dimesso nella giornata di oggi 30 ottobre.


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Intanto sembrano aumentare i casi positivi al coronavirus tra neonati, bambini e adolescenti, arrivando a comprendere una fascia di età che va da 0 a 15 anni. A confermarlo è anche Vincenzo Tipo, pediatra del pronto soccorso dell’ospedale Santobono-Pausilipon, che spiega: “Stiamo riscontrando, confermato anche dalle notizie ufficialmente trasmesse dalla Unità di Crisi, un incremento dei contagi tra i bambini da 0 a 15 anni. Solo al PS del Santobono ne registriamo 4-5 al giorno in buona parte con sintomi non particolarmente preoccupanti”. Poi ancora: “Da un’analisi più attenta del dato abbiamo verificato che il 50% di questi sono bambini di età 0-3 mesi con madri negative al Covid. I sintomi per questa fascia d’età sono: febbre, inappetenza, irritabilità, diarrea, tosse e lievi difficoltà respiratorie”.


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Per questo, ribadisce Tipo, sarebbe necessario prestare maggiore attenzione a delle regole basilari da tenere nei confronti dei neonati, tanto più in mezzo a una pandemia: “Secondo noi il fenomeno è da ricercare nella cattiva abitudine di frequentare spesso ed insistentemente una casa dove c’è un neonato o un lattantino, di sbaciucchiarlo continuamente, di passarselo di braccia in braccia e di fare tutte quelle moine a noi tutti fin troppo note. Questo non è più possibile perché il bambino piccolo è un organismo fragile e suscettibile pertanto va tutelato, protetto e non esposto a un potenziale pericolo” aggiunge Tipo.