Sgarbi condannato per diffamazione a sottoufficiale: ricorso “inammissibile”

La condanna di Vittorio Sgarbi per diffamazione nei confronti di un sottoufficiale dei carabinieri di Salemi, stabilita dalla Corte d’Appello di Palermo, è diventata definitiva. La Cassazione ha ritenuto il ricorso “inammissibile”.

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Vittorio Sgarbi, deputato ed ex sindaco di Salemi – meteoweek.com

Per Vittorio Sgarbi non è senza dubbio un momento idilliaco. Ieri il deputato è stato espulso e portato via di peso dalla seduta della Camera poiché non indossava la mascherina, oggi è arrivata la condanna in definitiva per diffamazione nei confronti di un sottoufficiale dei Carabinieri. I fatti si riferiscono al periodo in cui il critico d’arte era sindaco di Salemi (dal 2008 al 2012), comune in provincia di Trapani. In più occasioni, in quegli anni, avrebbe rivolto ingiurie al maresciallo Giovanni Teri. Ora, in base a quanto stabilito dalla Cassazione, sarà costretto a risarcirlo.

Le accuse a Sgarbi per diffamazione

Nel corso del suo mandato come sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi aveva a più riprese diffamato Giovanni Teri, ex comandante della stazione dei carabinieri del comune in provincia di Trapani. In particolare, le sue dichiarazioni, secondo l’accusa, sarebbero state “tendenti a gettare discredito sull’operato del sottufficiale”. Il critico d’arte aveva inoltre addotto a qualche rapporto di conoscenza tra il maresciallo e Pino Giammarinaro, ex deputato regionale di corrente andreottiana, il quale successivamente è stato coinvolto in diverse indagini.

Le relazioni tra i due, in realtà, sarebbero state soltanto di natura investigativa. Giovanni Teri, infatti, era stato delegato dalla polizia giudiziaria nell’ambito dell’operazione successivamente denominata “Salus Iniqua” e in altre. Queste indagini posero le basi al provvedimento che causò lo scioglimento del Comune di Salemi per infiltrazioni mafiose. Il maresciallo, dunque, non avrebbe avuto nulla a che fare con la criminalità.

Vittorio Sgarbi, tuttavia, continua a non essere convinto di ciò. Tanto da definire tali indagini “corrotte perché senza alcun riscontro oggettivo“. Inoltre, a sua difesa disse: “Si trasformano maldicenze e chiacchiericcio in ipotesi di reato“.

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Vittorio Sgarbi nel 2008, all’inizio del mandato come sindaco di Salemi (Tp) – meteoweek.com

La condanna

Vittorio Sgarbi, per i suddetti motivi, era stato condannato per diffamazione nei confronti del maresciallo Giovanni Teri. Il giudice Mariapia Blanda del Tribunale di Marsala, il 18 luglio 2018, aveva stabilito in primo grado che l’ex sindaco fosse obbligato a pagare una multa da 2700 euro e 30 mila euro di risarcimento. Il deputato di centrodestra, invece, era stato assolti dall’accusa di avere diffamato anche un ex consigliere comunale di Salemi, Melchiorre Angelo. In Corte d’Appello è stata confermato il risarcimento nei confronti dell’ex comandante della stazione dei carabinieri di Salemi e, inoltre, ristabilito quello nei confronti dell’ex consigliere comunale. In più è stato condannato a pagare le ulteriori spese processuali e quelle sostenute dalle due parti civili.

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L’attuale sindaco di Sutri ha dunque presentato ricorso in Cassazione. Esso, tuttavia, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che sia “inammissibile”. È dunque diventata definitiva la condanna inflitta in primo grado di 2700 euro di multa. Inoltre, Vittorio Sgarbi dovrà provvedere al pagamento delle spese processuali, nonché di 3 mila euro in favore delle spese sostenute dalle due parti civili, liquidate in 3 mila euro ciascuna.

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Insieme a Vittorio Sgarbi era stata imputata per diffamazione nei confronti delle medesime parti civili Antonella Favuzza, ex vice sindaco di Salemi. La
Cassazione, tuttavia, ha annullato la condanna subita in primo e secondo grado da quest’ultima (che ammontava a 2 mila euro di multa), revocando anche il risarcimento
danni.