Covid, Richeldi: “Lockdown? Giusto aspettare, ma dobbiamo essere pronti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:36

Luca Richeldi, componente del Comitato Tecnico Scientifico, sostiene che bisogna attendere qualche giorno per capire gli effetti del Dpcm. E parla anche di un’eventuale terza ondata a inizio primavera.

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Luca Richeldi invita alla calma – meteoweek.com

La corsa verso il lockdown potrebbe subire una netta e brusca frenata. Almeno stando alle parole espresse da Luca Richeldi. L’esponente del Comitato Tecnico Scientifico ne ha parlato nel corso di un’intervista per Il Sole 24 Ore. In sintesi, Richeldi ha fatto capire che nonostante la seconda ondata di Covid-19 sia in pieno atto e anche particolarmente violenta (almeno in termini numerici), non è il momento di farsi prendere dal panico. “Chiusure non come a marzo, ma attenti alla terza ondata“, ha dichiarato il membro del Cts a proposito di eventuali nuovi provvedimenti.

E allora ecco che l’eventuale secondo lockdown potrebbe essere utile, ma non indispensabile. Anche perchè, come ribadisce Richeldi, “ha senso aspettare qualche giorno per vedere se avranno effetto le misure prese con gli ultimi Dpcm“. L’ultimo provvedimento preso dal Consiglio dei Ministri, infatti, ha preso il via lunedì. Dunque è necessario attendere ancora un paio di giorni, almeno per quanto riguarda i numeri ufficiali del Bollettino. Per questo motivo, come spiegano dal Comitato tecnico scientifico, non è necessario prendere decisioni affrettate.

Potrebbe verificarsi lo scenario previsto in questo graffito – meteoweek.com

Tornando all’incubo del lockdown, Richeldi fa comunque capire che i numeri sono decisivi in tal senso. Anche se prima potrebbe essere necessario fare delle valutazioni sul fronte sanitario: “Se i numeri saranno ingestibili allora bisogna pensare a misure più decise a livello nazionale – ribadisce il membro del Cts – , non un lockdown come quello di marzo ma a un intervento sostenibile a medio termine perché l’inverno è lungo e non si può escludere che poi ci sia anche una terza ondata del Covid. I numeri sono preoccupanti come quelli che si vedono in altri Paesi europei, ma possiamo provare ancora a gestire l’urto cercando di abbassare la pressione sugli ospedali“.

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Dunque Luca Richeldi fa capire che bisognaanche essere pronti a misure più decise“. Non solo a carattere generale, ma anche addentrandosi nel particolare. Come nel caso della scuola, un ambito delicato della macchina nazionale. In tal senso, l’esponente del Cts sostiene che “vale la pena salvare un ambito che ha una importanza dal punto di vista sociale soprattutto per i più piccoli“. L’Italia ha a disposizione “strumenti che funzionano e ci abbiamo investito tanto“. Dunque “per gli studenti più grandi la didattica a distanza è un’opzione valida“.

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Richeldi ha provato a guardare anche oltre l’orizzonte a breve termine che si sta verificando. La sua vista si porta oltre l’inizio del 2021. Dunque l’eventualità di una terza ondata, che il membro del Cts non si sente di escludere. Il motivo è presto detto: “Abbiamo di fronte a noi tutto l’inverno mentre a marzo eravamo vicini all’estate. Per questo per evitare di trovarci tra due o tre mesi di fronte a una terza ondata dobbiamo fare interventi calibrati e proporzionati che siano sostenibili a medio-termine“.