Covid, Guerra (Oms): “Reparti di medicina interna saturi in mezza Italia”

Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms, avverte la popolazione in merito allo stato di sovraffollamento di gran parte degli ospedali. A preoccuparlo sono soprattutto i ricoveri ordinari.

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Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità e componente del Comitato tecnico scientifico – meteoweek.com

L’Italia sta tentando di contrastare la seconda ondata di Coronavirus. Gli ospedali, in attesa che le misure restrittive del nuovo dpcm del Premier Giuseppe Conte diano i primi frutti, tuttavia, sono in sofferenza. Lo ha rivelato Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Oms e componente del Cts, il quale ammette che la situazione è abbastanza grave in gran parte delle regioni del Paese. In particolare in quelle definite zone rosse e zone arancioni nel decreto del Governo, ma anche in tante della zona gialla. Si tratta, sostanzialmente, di mezza Italia. A preoccuparlo non sono, almeno al momento, le terapie intensive, bensì i ricoveri ordinari.

Guerra: “Tasso di crescita Covid-19 preoccupante”

Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico, è intervenuto nel corso della puntata di ieri di Agorà, in onda su La7. L’esperto si è espresso, innanzitutto, in merito all’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia: “Preoccupa il tasso di crescita del virus. Purtroppo non siamo di fronte a qualcosa di diverso rispetto al resto d’Europa, oramai siamo alle soglie dell’inverno, per cui ciò che preoccupa in prospettiva è il tasso di crescita. Sembrava che ci fosse stato un rallentamento, ma i dati di ieri sono andati oltre quello che speravamo di vedere. Le procedure che stanno entrando in azione, le chiusure chirurgiche, credo che siano quelle più appropriate in questo momento a differenza del passato“.

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L’obiettivo da perseguire è quello di evitare il sovraffollamento degli ospedali. In molte regioni d’Italia, tuttavia, si è già superata la soglia di criticità. “La prima linea deve essere rafforzata e messa in condizione di filtrare i ricoveri. Pensiamo per esempio a chi non ha presidi territoriali e l’unico modo che ha per essere curato è andare in pronto soccorso“, ha detto Guerra.

La situazione è preoccupante, in base alle valutazioni del componente del Cts, in relazione ai ricoveri ordinari. “Il dato allarmante dal mio punto di vista è quello dei ricoveri ordinari, che sta saturando i reparti di Medicina Interna di mezza Italia. Questo è un dato su cui è assolutamente fondamentale riflettere, perché rappresenta la sofferenza del territorio e il fatto che la prima linea venga superata“. L’unico modo per risolvere la questione è rafforzare le risorse, incentivando anche l’assistenza domiciliare. “Gli ospedali devono essere in grado di filtrare i ricoveri. Alcuni di questi, infatti, sono ricoveri sociali, nel senso che sono persone anziane o malate che non trovano una risposta a livello domiciliare“.

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Il reparto di terapia intensiva dell’Istituto Clinico Casal Palocco nel Lazio – meteoweek.com

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Il membro del Comitato tecnico scientifico, inoltre, ha parlato della possibilità che, a fronte del nuovo dpcm del Governo, le regioni manomettano i dati per avere meno misure restrittive. Il dubbio era emerso qualche giorno fa a fronte di una netta variazione nel numero di ricoveri in terapia intensiva in alcune zone. “Tutto è possibile al mondo, però io credo che esista un’etica della politica, un’etica delle amministrazioni locali in una situazione come questa. Se ci fosse una manipolazione dei dati, il giorno dopo ci sarebbe un effetto ‘rebound’, un cataclisma nell’area che manipola il dato“, ha sottolineato Guerra. E continua: “In cabina di regia ci sono anche i rappresentanti delle regioni, è ovvio che c’è un ritardo di qualche giorno per i dati“.