Decreto Ristori, in arrivo 1000 euro di bonus per le famiglie: requisiti e condizioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:44

Con il Decreto Ristori Bis le famiglie italiane potranno beneficiare di un Bonus Baby Sitter pari a 1000 euro, attraverso un voucher erogato direttamente dall’INPS. Ecco le condizioni e i requisiti per riceverlo.

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foto di repertorio – bonus baby sitter

Firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Decreto Ristori bis è stato ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre 2020. Con un provvedimento del genere, il governo Conte mira a sostenere tutte le attività e i lavoratori colpiti duramente dalle chiusure previste con l’ultimo Dpcm che introdotto un lockdown scaglionato tra le varie Regioni italiane. Con questo nuovo provvedimento, che conferma ed estende le misure precedentemente inserite dal Decreto Ristori, l’esecutivo punta a stanziare un maxi aiuto dal valore di circa 2,56 miliardi di euro.

In particolare, tra gli aiuti previsti per le famiglie italiane è stato nuovamente introdotto un dal valore di 1000 euro. Si tratta del voucher Baby Sitter, valido per tutti quei genitori residenti nelle zone rosse che stanno avendo difficoltà con l’ennesima chiusura delle scuole.

Bonus Baby Sitter da 1000 euro per le famiglie

Il Bonus Baby Sitter dal 1000 euro consisterà dunque in un voucher erogato direttamente dall’INPS, che sarà spendibile soltanto dai genitori – e dunque, non potrà essere ceduto a nonni, zii o parenti. Per poter beneficiare dell’aiuto, però, saranno necessarie alcune condizioni e sarà fondamentale rispettare alcuni requisiti.

Innanzitutto, il Decreto Ristori bis stabilisce che il bonus da 1000 euro potrà essere erogato esclusivamente nei confronti di quelle famiglie con figli che risiedono in una zona rossa, poiché è solo in queste Regioni che le attività scolastiche sono state sospese in presenza per moltissimi studenti. Tale aiuto riguarda sia i lavoratori dipendenti, che quelli autonomi, “iscritti alla Gestione separata”, e quelli iscritti “alle gestioni speciali dell’Ago, e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie”.

Accedere al voucher, però, sarà possibile anche per tutti quei genitori di bambini con disabilità grave (legge 5 febbraio 1992, n. 104), iscritti a scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati nei centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura secondo Dpcm.


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Oltre alla limitazione della residenza in una zona rossa, è importante tenere a mente che il voucher non è spendibile all’interno del nucleo famgliare: non sarà quindi possibile usarlo per retribuire nonni o altri parenti per l’attività di baby sitting dei propri figli. Inoltre, vige il divieto di beneficiare del bonus se uno dei due genitori sta già ricevendo dallo Stato degli strumenti a sostegno del reddito. Si ricorda, infine, che sia per la richiesta del Bonus Baby Sitter, che per quanto riguarda la spendibilità del voucher, i genitori dovranno disporre del PIN INPS, oppure usare le proprie credenziali SPID negli appositi portali ufficiali.

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foto di repertorio

Si ricorda che la fruizione del Bonus Baby Sitter è incompatibile con la fruizione del “bonus asilo nido”, e che è può essere applicata per entrambi i genitori a patto che la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, e che nessuno dei genitori beneficiari stia già ricevendo strumenti di sostegno al reddito.


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Congedo parentale come alternativa al voucher

Il Decreto Ristori bis prevede anch un’alternativa all’erogazione del Bonus Baby Sitter. Si tratta del congedo parentale straordinario, che permetterà ai genitori di bambini fino a 12 anni di assentarsi dal lavoro fino a un massimo di 30 giorni per una riduzione del 50% della retribuzione. Anche in questo caso, al pari del Bonus Baby Sitter, il congedo è riservato a persone che non stanno ricevendo alcun altro sostegno da parte del governo, e non devono essere disoccupati. Le mansioni che svolgono, inoltre, non devono essere svolte attraverso la modalità di lavoro agile – e quindi da casa. Lo stesso strumento può essere richiesto, sempre in alternativa al voucher relativo alle baby bitter, anche dalle famiglie con figli disabili.