Pompei, dagli scavi emersi i corpi integri di due fuggiaschi: un uomo di rango e il suo schiavo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:04

Pompei, dagli scavi emersi i corpi integri di due fuggiaschi: un uomo di rango e il suo schiavo. Una scoperta incredibile

Corpi dei fuggiaschi-Meteoweek.com

Incredibile scoperta a Pompei, dove gli scavi hanno portato alla luce i corpi integri di due fuggiaschi, risalenti al periodo dell’eruzione del Vesuvio (79 d.C.) che distrusse la città. Si tratta di un uomo di rango di circa 40 anni che indossava un mantello di lana e il suo giovane schiavo, che invece vestiva una tunica e le cui ossa erano duramente provate da anni di lavoro.

Una scoperta assolutamente eccezionale“, commenta Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Scoperta importantissima soprattutto perché, “per la prima volta dopo più di 150 anni è stato possibile realizzare i calchi perfettamente riusciti delle vittime e delle cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione”.

Il ritrovamento dei due corpi è avvenuto qualche giorno fa nello scavo che attualmente si sta eseguendo nella grande villa suburbana a Civita Giuliana (Pompei). Si tratta della stessa villa in cui, nel 2018, sono emersi all’interno di alcune stalle, i resti di tre cavalli di gran razza e dove qualche mese fa si è scoperto un muro su cui era dipinto un fiore bianco e un graffito col nome di una piccola Mummia, ossia una bimba che potrebbe essere stata figlia dei proprietari della suddetta villa. Una tenuta, come spiega lo stesso Osanna, “di altissimo pregio, con ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino che in profluvio di terrazzamenti e piscine si estendeva fino al mare“.

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La villa fu scavata in parte agli inizi del 1900 dal proprietario dell’epoca, il marchese Giovanni Imperiali, che poi aveva fatto interrare gli ambienti indagati senza lasciare una specifica documentazione. Sotto una grande terrazza della tenuta era nascosto un criptoportico lungo più di 50 metri. E proprio in un vano che permetteva di accedere al suddetto criptoportico gli archeologi hanno rinvenuto i due corpi. Le foto dei calchi sono incredibili, tant’è che il gesso sembra aver ridato ai due fuggiaschi le vene nelle mani corrugate dal dolore.

Vicino a quei corpi gli archeologi hanno rinvenuto quel che si è rivelato essere un altro manufatto di lana, probabilmente un altro mantello o coperta. Dato che lo scavo è ancora in corso, nei prossimi mesi si potrebbe far luce su chi fossero quei due uomini e dove stessero andando. Magari stavano raggiungendo negli ambienti del criptoportico gli altri membri della grande famiglia allargata che risiedevano nella villa e che forse, già dalle prime luci del mattino stavano cercando una via di scampo dall’eruzione nei luoghi al di sotto della grande terrazza. Ciò che però si è scoperto negli ultimi anni sugli ultimi momenti di Pompei può tuttavia svelarci quando i due fuggiaschi hanno vissuto i loro ultimi istanti di vita. “Con buona approssimazione”, sottolinea Osanna, “deve essere avvenuto nelle prima mattinata del secondo giorno dell’eruzione”, ergo verso le 9 del mattino del 25 ottobre di quel terribile 79 d.C., quando Pompei fu travolta dalla seconda terribile corrente piroplastica, che non diede scampo ad alcuno.