Nuovo dpcm di Natale: quali le regole e i rischi da evitare

Nuove regole e rischi da evitare in vista del nuovo di dpcm di Natale, la cui entrata in vigore è prevista per il 3 dicembre. In particolare, il governo pone maggiore attenzione sugli spostamenti in modo da non ripetere i recenti errori.

Nuovo dpcm di Natale: quali le regole e i rischi da evitare

Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute, ha spigato i rischi relativi agli spostamenti durante le prossime feste di Natale. “Raggiungere le seconde case durante le feste di Natale, non sarebbe di per sé un problema, ma quello che si vuole evitare sono gli spostamenti di massa che generano poi affollamenti”: ha comunicato Zampa. Inoltre, il sottosegretario alla Salute ha sottolineato che, di fatto, la possibilità di poter raggiungere le seconde case dove non si è residenti è ancora in fase di decisione. In tal senso, una decisione del governo potrebbe arrivare oggi, in vista del nuovo dpcm previsto per il 3 dicembre prossimo. Non è escluso, però, che si attenda di conoscere i dati del contagio dei prossimi giorni e gli andamenti dell’epidemia. Di conseguenza, una decisione certa sarà presa solo ai primi di dicembre. Ma una cosa è certa: si vuole evitare in tutti i modi che possa ripetersi quanto accaduto la scorsa estate soprattutto a causa degli spostamenti. L’analisi dei dati relativi ai viaggi in quel periodo, infatti, mostra un aumento dei contagi da Covid-19 proprio nella settimana di metà agosto. Gli studiosi sono convinti che questa sia stata una delle cause principali del seconda ondata.

“Le misure stanno funzionando, dobbiamo continuare così”: ripete da giorni il ministro della Salute, Roberto Speranza che in giornata vedrà ministri e capidelegazione per affrontare le questioni più controverse legate proprio ai divieti e alle misure da imporre per Natale e Capodanno, nonché per stabilire se sia più opportuno emanare un unico decreto valido fino al 2 gennaio lasciando aperta l’eventualità di ordinanze più restrittive se ce ne fosse la necessità. L’altra ipotesi sarebbe far valere il Dpcm due settimane e poi stabilirne un altro il 20 dicembre. Ad oggi sono ancora tante le decisioni ancora da prendere, a cominciare dal mantenimento del coprifuoco alle ore 22. Nel frattempo, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, suggerisce di iniziare a familiarizzare con l’idea di un Natale molto sobrio: niente cenoni allargati a chiunque, previsti solo i parenti stretti e, in particolar modo, niente festoni di Capodanno.


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Nel frattempo, gli spostamenti nelle seconde case, in attesa di nuove decisioni, resteranno vincolati al colore delle Regioni, quindi totalmente vietati nelle zone rosse, ovvero lì dove il divieto riguarda anche gli spostamenti compiuti all’interno del proprio comune. Restano comunque consentiti gli spostamenti nelle seconde case solo ed esclusivamente per problemi reali quali ad esempio: una perdita di acqua, di gas, un danno per il quale bisogna intervenire urgentemente, ma sempre e comunque previa autocertificazione. Mentre, gli spostamenti in generale stabiliti per le zone arancioni e rosse sono consentiti unicamente per motivi di lavoro, di studio, di salute o di assoluta urgenza. Si potrà poi uscire dal comune di residenza per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio, tipo fare la spesa in un negozio vicino, ma in altra regione, dove è economicamente più conveniente. Se invece la seconda casa si trova in un altro comune in zona arancione o in un’altra regione, si può andare solo per “porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili”. Ad esempio, un guasto, un crollo, la rottura degli impianti idraulici o del gas, effrazioni di ladri. E, anche in questo caso, il periodo dello spostamento dovrà essere “strettamente funzionale a sopperire tali situazioni”. Le stesse emergenze valgono in orario di coprifuoco, quindi dalle 5 alle 22, per la seconda casa che si trova nello stesso comune. Stessa situazione è prevista per gli spostamenti verso la seconda casa in zona rossa, dove anche in questo caso si può andare nell’abitazione di proprietà, diversa da quella principale, solo in caso di emergenze improvvise, che mettono a rischio l’edificio, come rotture di tubi, crolli, effrazioni e via dicendo. Anche in questo caso, lo spostamento è permesso solo per il tempo necessario per risolvere il problema.