Ilaria Cucchi: “Mio fratello è stato lasciato da solo, non perdono”

Ilaria Cucchi è tornata a parlare, nel giorno del processo contro otto carabinieri per l’uccisione del fratello Stefano. “Dovevamo dimostrare che Stefano stava bene prima dell’arresto. Se non lo avessimo fatto, non saremmo a questo punto”, ha dichiarato.

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Ilaria Cucchi prosegue la crociata per il fratello Stefano – meteoweek.com

Ilaria Cucchi non intende mollare e prosegue la sua crociata alla ricerca della verità. La sorella di Stefano, morto dopo il suo arrivo al carcere di Rebibbia il 22 ottobre di undici anni fa, ha assistito ieri a un processo importante. Sul banco degli imputati c’erano otto carabinieri, finiti nel registro degli indagati proprio in merito alla morte del ragazzo. I militari dell’arma finiti sotto processo sono accusati di aver messo in atto depistaggi per ostacolare le indagini relative alla morte dello stesso Stefano. E Ilaria Cucchi intende portare avanti la sua causa.

Così, al termine dell’udienza si è concessa ai giornalisti presenti fuori dall’aula bunker del penitenziario in cui è avvenuta la violenta uccisione. E ha fatto capire che il suo impegno per onorare nel migliore dei modi la figura del fratello barbaramente ucciso continua: “Non perdonerò mai che mio fratello Stefano sia morto tra dolori atroci da solo, solo come un cane, pensando che la sua famiglia, che sempre c’era stata, lo avesse abbandonato“. E mostrando il volto di Stefano, ribadisce che “il suo viso dopo la morte era qualcosa di agghiacciante, mi colpì l’espressione che raccontava la solitudine, il dolore, l’umiliazione“.

Da qui la sua ferma volontà di mettersi in moto per dimostrare che la realtà esposta non corrispondeva con gli avvenimenti. “Capii che dovevamo dimostrare che Stefano stava bene prima dell’arresto – ha dichiarato Ilaria Cucchi – e il giorno del funerale decidemmo di fare scattare quelle foto. Se non lo avessimo fatto, non saremmo a questo punto“. La donna ha comunque fatto capire che non era sua intenzione cercare a tutti i costi un colpevole per la morte del fratello. Il suo unico obiettivo era quello di fare giustizia a Stefano e pian piano sembra che ci stia riuscendo.

Ilaria Cucchi presenzia all’ultima udienza a Rebibbia – meteoweek.com

Il primo processo fu un incubo – ha aggiunto Ilaria – , un processo a mio fratello, un processo ad un morto. A ogni udienza mi dicevo “Stefano mio a cosa ti stanno sottoponendo. A un certo punto ho sentito parlare anche di frattura da bara, come se mio fratello se la fosse fatta da morto“. Ilaria Cucchi non si ferma, nonostante prosegua anche la macchina del fango nei suoi confronti, con attacchi anche sul piano personale. “Continuo a subire attacchi in quantità industriale, a ricevere insulti e minacce social. Ho spesso temuto per l’incolumità mia e della mia famiglia“.

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Non mancano attacchi gratuiti e al tempo stesso assurdi, come quello secondo il quale Ilaria Cucchi si sarebbe arricchita con la morte del fratello Stefano. E quando le viene chiesto come ha gestito il denaro arrivato dal risarcimento, la donna ha risposto che “sono serviti a vivere, a rimediare ai danni lavorativi e alle spese processuali di questi undici anni“. In ogni caso Ilaria fa capire di non essere in guerra contro l’arma dei Carabinieri, come qualcuno ha voluto pensare: “Credo che la mia battaglia è stata anche nell’interesse della parte buona, la stragrande maggioranza, delle forze dell’ordine. Non c’è nessuna guerra tra la famiglia Cucchi e l’Arma dei Carabinieri“.

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La giornata di ieri è stata importante, presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia, anche per un’altra deposizione. Quella di Nicola Minichini, uno degli agenti della polizia penitenziaria imputati nel primo processo per la morte di Stefano Cucchi. Le sue parole fanno riflettere: “Non so come ne siamo usciti, eravamo imputati in un processo farsa. Io sono stato tradito da altri servitori dello Stato che hanno falsificato documenti, uomini che portano la divisa anche se di un altro colore ma che lavorano per lo Stato come me. Una cosa impensabile“.