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Salvini: “Rimpasto? Sanno di non avere squadra all’altezza”

Il leader della Lega, Matteo Salvini, respinge l’ipotesi rimpasto: “La squadra non si tocca”. Le priorità di Salvini: “Un anno di pace fiscale e giù le tasse”.

Salvini respinge l’ipotesi rimpasto

Il leader delle Lega, Matteo Salvini, ha detto la sua circa l’ipotesi di una rivisitazione della squadra di governo lanciata dal premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di fine anno. “Il rimpasto? Evidentemente la maggioranza si rende conto di non avere una squadra all’altezza, che non è in grado di gestire l’emergenza. Immagino sia per questo che pensano a cambiare la squadra. Ma spero che non sia il dibattito delle prossime settimana perché io vorrei parlare invece di soldi e di salute”: così il leader della Lega a “Il caffè della domenica” di Maria Latella su Radio24. Quanto ai decreti sicurezza, Salvini esprime la sua opinione in un’intervista al Quotidiano Nazionale: “Per un decreto legge ci deve essere necessità e urgenza. Voglio chiamare il presidente della Repubblica per chiedere sommessamente come mai è stato usato questo strumento di legge. Ci sarà la fiducia, e questo è un altro errore ma ogni parlamentare della Lega potrà intervenire sugli odg. Li terremo inchiodati lì, a discutere di porti. Il Paese affonda per il Covid e la maggioranza pensa ai clandestini. Una vergogna. Serve la pace fiscale. L’annullamento delle tasse”. “Le scuole? Aprire il 10 dicembre serve a poco. Meglio andare alla Befana, mentre sulle piste da sci deve essere una decisione europea. In ogni caso se la situazione sanitaria lo permetterà e saranno garantiti gli standard di sicurezza non si deve chiudere”: ha aggiunto Salvini. Il leader della Lega parla anche di Amazon: “Sono un liberale e non voglio fermare il futuro con le mani. Ma in un libero mercato le regole sono uguali per tutti. Amazon paghi le tasse come le pagano gli altri commercianti”.

Le priorità di Salvini: “Un anno di pace fiscale e giù le tasse”

Il dibattito sul Mes non interessa nessuno. Conte dice che non serve, i 5 stelle lo stesso e pezzi di Pd anche: a chi serve? Il mio problema è garantire un natale sereno agli italiani non litigare con tizio o caio su un trattato che non interessa a nessuno in Europa”: afferma il leader della Lega circa la questione Mes a “Il caffè della domenica”, dove aggiunge: “Quello che mi preoccupa di più è l’emendamento di Leu che fa riaffacciare la tassa patrimoniale. Costoro, ritengono ricchi coloro che tra casa e risparmi in banca hanno 500mila euro. Con un Natale magro come mai in precedenza. Il solo pensare di tassare ora chi ha casa e risparmi è da arresto immediato. L’ultima cosa che serve adesso sono nuove tasse. Hanno smentito? Io so solo che c’è un emendamento depositato, scritto. poi non so se Fratoianni e Orfini lo ritirano”.


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“Il taglio dell’Irap, il taglio dell’Iva, un anno di pace fiscale e il saldo a stralcio delle cartelle esattoriali: sono queste le priorità della Lega e con queste proposte ci prepariamo al confronto. Lo scostamento di bilancio lo abbiamo votato perché per una volta i soldi non finiscono in mancette, ma nelle tasche degli autonomi e delle partite Iva. Certo è un piccolo risultato raggiunto: 8 miliardi non cambiano la situazione, è la manovra economica che farà la differenza”. Salvini ha poi sottolineato l’improponibilità del Mes anche secondo i sindacati e l’intera Europa, ribadendo ancora una volta la sua intenzione a non votare il Mes. “I sindacati mi hanno chiesto di dare via libera al Mes? No assolutamente, ma chiedetelo a loro. Hanno chiesto però di sbloccare i cantieri, di sbloccare le assunzioni degli insegnati precari e di essere ascoltati. Non è stato accolto in nessun paese europeo dove il dibattito sul Mes neppure esiste. Ovunque si finanzia la crisi con i buoni del tesoro o la banca centrale. Noi ci infileremmo in un imbuto in cui nessuno si sta infilando: quindi non capisco i vantaggi”: ha concluso il leader della Lega.