Sanità Calabria, come mai Guido Longo non si è ancora dimesso

Nessuno se lo aspettava e invece questa volta abbiamo dovuto ricrederci. Guido Longo è ancora il commissario alla Sanità della Regione Calabria!

Colpo di scena dalla Calabria. La nomina a commissario alla Sanità della Regione è arrivata il 27 novembre, 3 giorni fa. E dopo 3 giorni, nessun imprevisto, nessun intoppo, nessun passato oscuro. Niente dimissioni, questa volta; niente parole sbagliate. Le uniche riferite dall’ex Prefetto di Vibo Valentia sono state giuste e coerenti al contesto. Intervistato da La Repubblica, Longo si è paragonato a San Tommaso: “Voglio vedere con i miei occhi e capire come stanno le cose prima di fare qualsiasi tipo di valutazione. Quando sono stato chiamato non ho esitato un istante, sono uno che non si è mai tirato indietro”, ha detto Longo.

Leggi anche:

Il compito che avrà Longo, comunque, non è semplice: agire in un contesto disastroso per quanto riguarda proprio il Coronavirus; cercare di fare meno peggio dei suoi predecessori – anzi, meglio; e soprattutto agire in un contesto, quello Calabrese, che da anni vive forme di criminalità organizzata e malasanità. Le premesse, però, ci sono tutte e Longo, del resto, sembra essere finalmente l’uomo giusto. “Sono sempre stato inviato a lavorare in situazioni complicatissime e ad affrontare sfide complicate. Ringrazio il governo per la fiducia e spero di poterla ripagare. La cosa più importante è consentire a tutti in Calabria di avere assistenza sanitaria”, ha detto Longo che proprio oggi ritorna nella sua terra, la Calabria.

Un territorio che il neo commissario conosce bene: “Conosco il territorio nella sua complessità, ho avuto modo di leggerne le dinamiche e lavorarci anche in momenti delicati. A Reggio Calabria sono stato da questore nel periodo buio dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Questo nuovo incarico non mi trova impreparato”, ha riferito. Intanto, molti fanno ironia sul fatto che proprio Longo sia ancora lì mentre, visti i trascorsi, ci si aspettava un addio giorni fa. Questo, per fortuna dei Calabresi, non è avvenuto. Sarà il segnale giusto per un cambio di rotta?