“Bella e generosa”, giovane mamma dà la sua vita per suo figlio: muore post partum

Una giovane mamma offre la sua vita per realizzare il suo sogno più grande, quello di avere un figlio: Chelsea Pearce è morta post partum dando alla luce il piccolo Roman, forte e in salute. Gli amici e i famigliari la ricordano come una donna “bella e altruista”.

Chelsea Pearce - meteowee
Chelsea Pearce – foto via Liverpool Echo

Hanno deciso di omaggiarla raccontando la sua storia ai media, gli amici e i parenti di Chelsea Pearce, 29enne di Halifax (Inghilterra). “Bella e generosa“, sono le parole che hanno usato per descriverla: perché la giovane Chelsea ha dato veramente tutta la sua vita per far nascere suo figlio Roman. Del resto, la 29enne aveva sempre desiderato essere una mamma, tanto era la sua passione per i bambini. E la sua famiglia, affranta dall’indicibile dolore della sua prematura scomparsa, afferma davanti ai giornalisti di aver perso una “parte enorme di sé”.

Chelsea Pearce offre la sua vita per il piccolo Roman

Chelsea Pearce è deceduta il 27 novembre subito dopo il parto, a causa di alcune complicanze risultate fatali. Avrebbe dovuto partorire il 4 dicembre tramite cesareo, intervento pianificato dai medici a causa di una problematica polmonare. Eppure, nella giornata del 26 novembre la giovane è stata portata presso il Calderdale Royal Hospital, dopo che le si erano rotte le acque. È stata la madre ad accompagnarla d’urgenza, ed è stata quella l’ultima volta in cui la donna ha potuto vedere sua figlia.

Chelsea è stata monitorata tutta la notte, fino a che non ha partorito suo figlio Roman alle ore 7:41 del mattino. Un intervento portato a termine con successo, se non fosse per una grave complicanza emersa successivamente. Poche ore dopo, infatti, la giovane ha perso improvvisamente i sensi, mancandole il respiro dopo essere andata in bagno. Si è inaspettatamente formato un coaugulo di sangue, che dai polmoni si è infine spostato verso il cuore. Inutili tutti gli interventi da parte del personale medico sanitario: la donna è deceduta in serata.

Il ricordo della madre e dei suoi cari

Chelsea Pearce muore per suo figlio
il bambino di Chelsea Pearce – foto via Liverpool Echo

La mamma di Chelsea, Colette Pearce, ha raccontato gli ultimi ricordi che ha di sua figlia, prima che scomparisse: “L’ultima volta che l’ho vista è stata mentre stava avendo il bambino, poi non l’ho più rivista“. “Non riesco a trovare le parole: era ancora la mia bambina. Non so riesco ad esprimere ciò che provo, perché mi sento come se il cuore mi fosse stato strappato via“, ha spiegato distrutta ai giornalisti.


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E ancora: “Era il suo primo bambino, voleva così tanto avere un bambino. Amava il suo bambino”. Perché nel ricordare sua figlia, la donna non può tralasciare la grande passione che la 29enne aveva per i bambini: “Voleva diventare un’ostetrica, poi è diventata un’assistente sanitaria, e ha capito che era il momento giusto per avere un bambino. Gli parlava di notte, si stringeva sempre la pancia. Non vedeva l’ora di vederlo nascere“, ha raccontato in lacrime la donna.

Parole simili sono state pronunciate anche dalla cognata Rhea Proctor, che ha testimoniato la passione della giovane per i più piccoli: “Chelsea ha sempre voluto lavorare con i bambini, ha studiato molto duramente per diventare un’ostetrica. Il suo sogno era quello di essere mamma, questo è tutto ciò che ha sempre voluto: essere una mamma. Tutto nella sua vita ruotava intorno all’amore per i bambini“.


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Chelsea ha dato la sua vita per inseguire il suo sogno, per far nascere il piccolo Roman. E all’apprendere di questa drammatica notizia, sono tanti i messaggi di cordoglio e di commozione che hanno inondato la famiglia della giovane. “Ho ricevuto messaggi dai suoi amici. I suoi pazienti mi hanno scritto quanto fosse adorabile. I suoi colleghi mi hanno detto che era gentile e premurosa, sempre attenta. E tutti mi hanno detto quanto sono affranti, quanto le volevano bene“, ha spiegato ancora Rhea. Rimarcando: “Era una bella persona, altruista, pensava sempre agli altri; anche se non li conosceva, faceva tutto per loro”.