Dpcm Natale, coprifuoco e stop agli spostamenti: quando è possibile ricongiungersi ai famigliari

Con il nuovo Dpcm che entrerà in vigore da venerdì 4, si prospetta un “Natale blindato”: stop agli spostamenti tra Regioni dal 19 dicembre fino al 10 gennaio, e coprifuoco mantenuto anche a Natale e a Capodanno. Quando è possibile ricongiugersi ai famigliari?

nuovo Dpcm natale
foto di repertorio, via Adnkronos – nuovo Dpcm natale

Si è tenuta questa mattina la conferenza Stato-Regioni, con il ministro della Salute Roberto Speranza che ha incontrato, alla presenza del ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, i governatori italiani. Un incontro telematico, chiaramente, ma che ha consolidato alcuni punti della bozza del nuovo Dpcm, ormai in procinto di essere firmato dal premier Conte in previsione del 4 dicembre. Secondo quanto si apprende, sarà un Natale blindato, questo del 2020: non saranno infatti previsti allentamenti in occasione delle festività, che anzi, dovranno essere trascorse nella maniera più cauta possibile.

“Per gli allentamenti alle misure anti-Covid bisognerà aspettare almeno il 15 gennaio“, ha infatti spiegato il ministro Speranza, che si è mostrato più che d’accordo a seguire le linee proposte dal Cts. Un eventuale ammorbidimento della stretta anti Covid-19, dunque, potrebbe essere previsto dopo le feste, ma soltanto se i dati e il tren della curva epidemiologica lo permetteranno.

Confermate le restrizioni

Rimangono dunque invariate le restrizioni fin qui applicate, compresa la distinzione in Regioni di colore diverso. Confermata dunque la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18:00 (con chiusura totale il 25 e il 26 dicembre), mentre l’orario d’apertura dei negozi rimane fino alle 21. E permane pure il coprifuoco fino alle 22, valido tassativamente anche per la notte di Natale e del 31 dicembre; una scelta, questa, atta a scongiurare pericolosi assembramenti in occasione dei cenoni della Vigilia e di Capodanno. Tanto che si chiederà uno sforzo persino alla Chiesa, per ciò che concerne le tradizionali celebrazioni nei luoghi di culto. Il governo infatti raccomanda che tali feste vengano organizzate tramite dirette e iniziative televisive, radiofoniche oppure online – ma sarà la Cei, comunque, a doversi esprimere a tal riguardo.

Dpcm Natale
foto di repertorio – nuovo Dpcm, Natale blindato

Inoltre, l’esecutivo raccomanda anche a tutti i cittadini di non organizzare pomeriggi di festa con amici e parenti, e sottolinea l’importanza di trascorrere le festività solo con i membri del proprio nucelo famigliare, senza invitare persone non conviventi. “Per evitare la terza ondata dobbiamo continuare con il rigore e il distanziamento sociale. Io a Natale resterò a Roma: il momento dell’abbraccio con i miei genitori e parenti in Puglia arriverà in un giorno diverso”, ha evidenziato non a caso il ministro Speranza.

Niente spostamenti tra Regioni

La linea del governo non indietreggia nemmeno sul tema dello spostamento tra Regioni, di cui si chiacchiera già da qualche giorno. Pare dunque che nel prossimo Dpcm verrà confermato il blocco degli spostamenti a partire dal 19 dicembre fino al 10 gennaio compreso. Una misura che si applica anche tra Regioni dello stesso colore, e che mira a congiurare una terza ondata dell’epidemia – potenzialmente innescabile proprio dai ricongiungimenti famigliari in occasione delle feste.


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Unica eccezione potrebbe essere prevista esclusivamente per il rientro presso la propria abitazione di residenza o presso il proprio domicilio, mentre è ancora in discussione la possibilità di far ricongiungere i parenti di primo grado (genitori anziani e l’eventuale uno dei due o più figli).


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Ricongiugersi ai propri famigliari

Ricongiungersi ai propri famigliari sarebbe dunque possibile, a patto che ci siano validi motivi e che si rispettino determinate condizioni. Anzitutto, tornare a casa dai propri parenti stretti (e quindi genitori o figli) pare potrà essere possibile solo nel caso in cui si parli di genitori anziani, soli o ammalati. Un modo, questo, per non far trascorrere loro le feste in solitudine. Attenzione, però: il “permesso” sarebbe garantito a uno solo dei figli (chiaramente, con relativo nucleo familiare a seguito).

Altro permesso, inoltre, dovrebbe essere concesso anche ai coniugi ed esteso anche anche alle coppie di conviventi. Sono diverse, però, le criticità in merito a queste tanto discusse concessioni: prima tra tutte quella relativa ai controlli, anche se pare che il Viminale sia disposto ad installare posti di blocco e di controllo sui vari snodi principali.