Morto Donato Bilancia, il “serial killer delle prostitute” o “mostro dei treni”

Donato Bilancia, 69 anni, conosciuto anche come il “serial killer delle prostitute” è morto a causa del Covid. Il killer era stato condannato a 13 ergastoli per aver commesso una serie di omicidi fra il 1997 e il 1998 in Liguria e nel basso Piemonte.

Morto Donato Bilancia, il “serial killer delle prostitute”

Donato Bilancia, il serial killer di 69 anni, è morto per Covid presso carcere Due Palazzi di Padova. Condannato a 13 ergastoli per aver commesso una serie di 17 omicidi fra il 1997 e il 1998 in Liguria e nel basso Piemonte, in un arco di tempo di 6 mesi, Bilancia era anche noto come il “serial killer delle prostitute” o “il mostro dei treni”. Tra gli omicidi più violenti si ricorda quello commesso il 12 aprile del 1998, sull’Intercity La Spezia-Venezia, quando il killer scassinò la porta del bagno del vagone e sparò a Elisabetta Zoppetti, uccidendola.

Morto Donato Bilancia, il “serial killer delle prostitute”

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Bilancia, arrestato nel maggio 1998, ha scontato i primi anni di reclusione al carcere di Marassi a Genova, per poi essere trasferito a Padova negli ultimi anni. L’accusa contestata a Bilancia da parte del gip fu quella dell’omicidio di Evelyn Tessy Adodo, la prostituta nigeriana uccisa a Cogoleto il 29 marzo 1998 con un colpo di pistola calibro 38 alla testa. Due mozziconi di sigaretta avevano tradito il killer, che aveva lasciato le tracce del proprio Dna sul luogo del delitto. A incastrare “Walter” (così Bilancia si faceva chiamare agli amici del bar) ci fu anche la testimonianza di Pino Monello, proprietario della Mercedes usata dal killer.

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Qualche giorno dopo l’arresto, Bilancia confessò al pm Enrico Zucca tutti gli omicidi, tra cui anche quelli delle donne sui treni. Quest’ultimi avevano infatti creato un certo allarme sociale, costringendo le Ferrovie a “blindare” i convogli. Eppure, il movente all’origine dei delitti di Bilancia, resta ad oggi ancora un mistero.