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Vito Crimi, il vaccino contro il Coronavirus mette in crisi la coerenza del M5s

Il Movimento 5 stelle, per anni, è stato il riferimento politico dei “No vax”. Ma il Coronavirus ha cambiato le cose e l’alternativa del vaccino come via d’uscita dalla pandemia da Coronavirus ha messo i pentastellati in difficoltà. L’ultima occasione di polemica è stato Vito Crimi.

“Finalmente arrivato, il nostro primo passo sulla via del ritorno alla normalità perduta. Continueremo a dare il massimo, con responsabilità e impegno, per raggiungere al più presto la luce in fondo al tunnel. Una luce che da oggi, con l’avvio del piano nazionale di vaccinazione, è un po’ più vicina. E lo sarà sempre più, giorno dopo giorno. Forza e coraggio, insieme andiamo avanti, insieme ne usciamo”. Sono le parole condivise sui social da Vito Crimi, reggente del Movimento, e pagate anche care. Pagate un fiume di offese e di accuse. Ai “No Vax”, infatti, non sfugge nulla e sono stati proprio questi ad evidenziare il cambio di posizione del Movimento proprio sulla questione vaccino e ad additare Crimi come traditore della patria.

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Crimi stava celebrano il “Vaccine Day” ma le accuse non sono state di certo leggere. “Traditore”, scrive un utente. a “Fatevelo prima voi politici”; ma anche “siete al soldo delle multinazionali”. Per anni il Movimento 5 stelle, per anni, è stato il riferimento politico dei “No vax”. Ma il Coronavirus ha cambiato le cose e l’alternativa del vaccino come via d’uscita dalla pandemia da Coronavirus ha messo i pentastellati in difficoltà. Vito Crimi è stata solo l’ultima occasione di scontro di una polemica che è iniziata da tempo e che, con molto dubbio, potrà spegnersi in breve tempo.

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C’era infatti un’epoca in cui il M5s guardava con occhio favorevole – pur non schierandosi mai apertamente dalla parte dei No Vax – ai movimenti contrari alle campagne vaccinali. Beppe Grillo , tempo fa, accusava i vaccini di abbassare le difese immunitarie dei bambini. Ma si ricordi anche la polemica sull’obbligo dei vaccini antiinfluenzali che vide protagonista la Lorenzin da una parte e il Movimento dall’altro. E, in ultimo, lo scontro tra Dadone e la sottosegretaria alla Salute Zampa sulla questione delle vaccinazioni ai dipendenti pubblici. Il Movimento, alla maggioranza, ha insomma dovuto cambiare atteggiamento, non potendo fare altrimenti.