Matteo Renzi ribadisce: non farò il ministro, parliamo di contenuti

Governo ancora sotto stress: Italia viva torna a colpire l’esecutivo, e in particolare il premier Conte, lasciando presagire che la crisi non finirà a breve. Matteo Renzi avrebbe sottolineato: “Noi in Italia abbiamo qualche problema in più, la maglia nera del rapporto fra morti e popolazione, con un livello di decessi inaccettabile, non andiamo benissimo con i vaccini”.

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In termini tecnici la situazione è un disastro“. E’ questo l’affondo del leader di Italia viva Matteo Renzi a Quarta Repubblica, su Rete 4. Renzi mette in fila gli affondi, partendo dall’emergenza sanitaria: “Noi in Italia abbiamo qualche problema in più, la maglia nera del rapporto fra morti e popolazione, con un livello di decessi inaccettabile, non andiamo benissimo con i vaccini“. Matteo Renzi non risparmia una stoccata anche per il commissario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri: “Chi è Arcuri Superman? Le mascherine le gestisce Arcuri, i vaccini Arcuri, gli facciamo condurre anche questa trasmissione?“. Poi ancora: “Perché l’Italia funzioni ho messo una serie di puntini. Quello che dico è vero o no? La questione non è Renzi o non Renzi. Questi punti sono veri o no? Non sto facendo una battaglia personale. Per ora non ho ottenuto nulla. Possiamo stare sui contenuti? Vaccini: si può fare meglio sì o no?”

Renzi: “Non faccio il ministro”

Riguardo le possibili evoluzioni di questo momento di crisi, Renzi esclude un suo ruolo da ministro all’interno di una compagine dell’esecutivo rinnovata: “Ma certo che non faccio ministro, si rende conto se dopo tutto questo casino mi metto d’accordo con Conte per fare il ministro? Se Conte ha i numeri per governare senza di noi, evviva. Non sarò complice di uno spreco di denaro pubblico“. Che fare, allora? “Contarsi in Parlamento? Facciamolo. Quand’è la data del Parlamento, quando è la riunione? L’ho letto anche io che ha detto ci vediamo in Parlamento. Ci vediamo. Per me non è una minaccia, è democrazia. (…) Quando siamo d’accordo sui contenuti poi scegliamo le persone. Secondo me i ministri che ci sono ora non sono i migliori del mondo, secondo il presidente del Consiglio sì. Però sarà il presidente del consiglio, che sia Conte o sia un altro, lo vedremo…“.

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Bellanova: “Bisogna programmare il futuro, non solo mettere toppe”

Intanto a rinforzare le accuse di Italia viva arriva anche il commento della ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, che conferma a proposito di un ritiro delle ministre di Italia viva dall’esecutivo: “Se non arriveranno le risposte, sì. Le nostre priorità sono gli investimenti, far ripartire l’economia e l’economia del Mezzogiorno, nuove opportunità di lavoro per le donne e i giovani. Quello che non voglio è un governo senza una visione di paese, con un programma che sperpera risorse senza dare risposte ai nostri figli“, afferma la ministra in un’intervista al Tg2. In un altro intervento al programma Oggi è un altro giorno su Rai1, avrebbe ribadito l’esigenza di un “nuovo accordo perché bisogna programmare il futuro, non solo mettere toppe. Il problema non è cambiare qualche ministro, ora Conte ha l’onere di presentare un programma che sia la sintesi della maggioranza“.

Sul punto arriva la conferma anche della ministra alla Famiglia Elena Bonetti, che su Repubblica avrebbe già dichiarato: “Ho le valigie pronte, a conferma del fatto che l’ipotesi dimissioni è sempre in ballo. Poi su Twitter: “In un momento tanto drammatico di pandemia e di crisi la politica ha il dovere della verità e della trasparenza, per trovare mediazioni nell’interesse generale. In tutti i passaggi occorrono chiarezza, confronto e condivisione“.

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Il M5s non ci sta

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Intanto il M5s blinda il premier Conte a seguito dell’assemblea dei deputati sulla crisi, tutta a favore dell’attuale presidente del Consiglio. Conte sarebbe stato definito – stando a quanto riportato dall’Ansa – una figura imprescindibile e non sostituibile. Insomma, nel corso del dibattito si è discusso di tanti argomenti, ma una cosa è certa: “C’è un punto fermo ed è rappresentato da Conte premier“. A confermare la posizione dei 5 Stelle, le dichiarazioni del capo politico reggente del Movimento Vito Crimi e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: “Oggi parlare o paventare una crisi di governo sarebbe incomprensibile e irresponsabile“. Poi ancora: “Il confronto interno alla maggioranza sui temi politici c’è sempre stato e continuerà ad esserci. Il Movimento ha sempre dimostrato di affrontare con lealtà e responsabilità gli impegni di governo: abbiamo anche saputo fare passi indietro necessari a compierne ulteriori in avanti, così come abbiamo affrontato con fermezza i temi in cui crediamo e continueremo a farlo“.

Pd: “Contribuire ad aprire una fase nuova insieme”

A commentare l’attuale situazione politica anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che però non sembra voler dire molto di più al di là dei classici appelli all’unità: “Sono mesi che il Pd chiede apertamente e lavora per un rilancio dell’azione di governo, in sintonia con tutti gli alleati. La parola d’ordine è costruire, contribuire ad aprire una fase nuova insieme. Rimaniamo contrari a posizioni politiche che risultano incomprensibili ai cittadini e che nel nome del rilancio rischiano di destabilizzare la maggioranza di governo“. Poi ancora: “Nel periodo della pandemia e della campagna vaccinale, nel pieno della discussione del progetto di Recovery, devono prevalere l’innovazione ma insieme ad uno spirito unitario. Siamo convinti che affrontare con efficienza la pandemia, aprire una stagione di rinascita e investimenti per il lavoro e l’economia sia doveroso e possibile con un impegno collegiale e senza rotture all’interno della maggioranza“. Ma qualora queste rotture si verificassero? “Inevitabilmente ritarderebbero l’attuazione di politiche utili al Paese. Contribuiremo a questo sforzo e sosteniamo in tutte le sedi queste posizioni“, conclude Zingaretti.