22 anni senza De André: cosa ci rimane di Faber?

L’11 gennaio 1999 ci lasciava il poeta degli sconfitti, Fabrizio De André.

Fabrizio De André

“Ventidue anni fa la Liguria perdeva uno dei suoi più grandi e amati cantautori, Fabrizio De André. Ma la sua musica resterà per sempre”, così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamattina via Facebook ha ricordato la morte del cantautore italiano avvenuta l’11 gennaio 1999 a Milano. Conosciuto anche come Faber, l’appellativo affibbiatogli da Paolo Villaggio, è considerato da molti critici uno dei più importanti e influenti cantautori italiani.

L’incontro con la musica

Nato il 18 febbraio 1940 nel quartiere genovese di Pegli, fin da ragazzino Faber rivela la sua personalità creativa e irriverente. L’amore per la musica nasce con l’ascolto di Georges Brassens, cantautore francese, e con la scoperta del jazz. A questo si aggiunge l’assidua frequentazione degli amici Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, Mario De Sanctis e altri, con i quali comincia a suonare la chitarra e a cantare nel locale “La Borsa di Arlecchino”.

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Gli esordi e il successo

Fabrizio De André fa il suo ingresso nel mondo della musica nell’ottobre del 1961 quando l’etichetta Karim pubblica il suo primo 45 giri, contenente due brani, Nuvole barocche ed E fu la notte. Due anni dopo debutta in televisione nel programma Rendez-Vous, dove canta Il fannullone. Lasciata la facoltà di giurisprudenza, negli anni successivi Faber va affermandosi sempre più come personaggio riservato e musicista colto. A dargli notorietà su tutto il territorio nazionale è La canzone di Marinella che verrà interpretata dalla grande Mina tre anni dopo la sua incisione. A questa, seguiranno ben presto altre creazioni artistiche che hanno fatto la storia della musica italiana: La canzone dell’amore perduto, Amore che vieni, amore che vai, Verranno a chiederti del nostro amore.

I concerti e la morte

De André 2

Instancabile e perfezionista nel lavoro in studio, Faber è invece restio alle apparizioni in pubblico. La sua prima esibizione dal vivo risale infatti al 16 marzo 1975 alla Bussola di Marina di Pietrasanta, dopo la quale ebbe inizio un tour. Gli anni 70 sono anche quelli delle collaborazioni e delle sperimentazioni: De André si avvicina a Bob Dylan e Leonard Cohen, e lavora al fianco di Francesco De Gregori e Massimo Bubola. Dopo il rapimento, è la volta di altri grandi successi: Una storia sbagliata, Crêuza de mä, Le nuvole e Mi innamoravo di tutto, ultima pubblicazione della sua vita. Nel 1998 a De André viene diagnosticato un carcinoma polmonare: appena un anno dopo, l’11 gennaio, il poeta ci lascia dopo l’aggravarsi della malattia.

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Fabrizio De André oggi

In quasi quarant’anni di attività artistica, Fabrizio De André ha inciso quattordici album in studio, senza contare le canzoni pubblicate come singoli. Spesso definito “il cantautore degli emarginati” o il “poeta degli sconfitti”, Faber ha dato voce agli ultimi della società attraverso testi considerati delle vere e proprie poesie, tanto da essere inserite in varie antologie scolastiche di letteratura. In suo onore è stato istituito il premio Fabrizio De André, senza contare gli innumerevoli omaggi, i concerti celebrativi, le iniziative promosse in suo nome. Nonostante ci abbia lasciato nel corpo, il suo spirito e la sua musica non hanno mai smesso di vivere e rivivere nel cuore degli italiani.

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