Crisi di governo, se si tornasse al voto il centrodestra volerebbe al 50,5%

Crisi di governo sì, crisi di governo no. Al centro, ci sono le varie forze del politiche del Paese che cercano, chi un modo chi nell’altro, di capire il loro peso nell’attuale scenario e di capire, specialmente, dove si posizionano. Attualmente, l’ipotesi del voto darebbe vantaggio al centrodestra, che raggiungerebbe il 50,5% delle preferenze.

Lega al 23,4%; Fratelli d’Italia al 16,6%; Forza Italia al 10,5%: a fare la somma, la percentuale che ne risulta è altissima e sembra dare vantaggio al centrodestra, che raggiungerebbe così la soglia del 50,5 % dei voti. A dirlo, per ora, sono solo ipotesi; ipotesi, però, fatte in base al volere degli italiani e che potrebbero preannunciare il futuro della politica italiana. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi portano il Centrodestra in alto nei sondaggi. Secondo quanto riferito da Alessandra Ghisleri – sondaggista direttrice di Euromedia Research – a La Verità, ci sarebbe ora necessità di rielaborare le rivelazioni politiche, in seguito ai fatti di Washington che potrebbero incidere anche sulle preferenze di voto degli italiani.

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Fino ad una settimana fa, infatti, il quadro politico italiano rilevato dai sondaggi non aveva subito grandi scossoni. C’era sempre la Lega primo partito e Fratelli d’Italia su soglie positive ma il centrodestra, sostanzialmente stabile nelle intenzioni di voto, era ampiamente avanti al centrosinistra, così da riuscire a sfiorare il 50%.
Nello specifico di Forza Italia, spiega Ghisleri, la crescita degli azzurri e “si spiega con le posizioni moderate assunte dal partito guidato da Silvio Berlusconi anche in questi difficili tempi. Il nostro è un Paese che rifugge gli estremismi e la repulsione agli estremismi è una forte caratteristica che rimane nella maggioranza della popolazione“.

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Chi non ci governa è più avanti di chi ci governa

Sta di fatto, comunque, che rispetto a chi ci governa , chi non ci governa è più avanti. I partiti che appoggiano Conte hanno meno preferenze di chi non siede a Palazzo Chigi nella maggioranza. Il PD è al 20-21%; il Movimento è fermo al 14-15%; Matteo Renzi sotto il 3%; seguono i minori come Azione, Liberi e uguali, Federazione dei verdi. Con questi numeri, sembra chiaro che il leader di Italia Viva non potrebbe mai spingere verso il voto, ma ne avrebbe tutto il diritto di farlo la destra. Ma i numeri, in verità, evidenziano anche un altro dato: e cioè che la gestione della pandemia non ha dato vantaggio alla maggioranza, quanto all’opposizione. Vuol dire, cioè, che se anche Giuseppe Conte in un primo momento ha ricevuto fiducia, questa fiducia è iniziata a calare pian piano e con lei anche l’appoggio ai partiti dell’attuale esecutivo.

A differenza del centrodestra, la coalizione di governo è in crisi di consensi. Il calo dei grillini, sottolinea la sondaggista, è costante anche perché sono senza leader: “Di Maio è molto silenzioso, Crimi è un commissario e non un frontman, Grillo compare per poi defilarsi così come Di Battista”, sostiene Alessandra Ghisleri. Ci sono poi gli indecisi, coloro che richiedono chiarezza e certezze specie in questo momento di confusione e di crisi, in cui risulta difficile programmare il proprio futuro ed anche le proprie giornate. Quanto ad Italia Viva, non è un caso che Iv nei sondaggi non guadagna terreno. Se si andasse a votare con questa legge elettorale, il suo partito potrebbe non raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Per mantenere una rappresentanza in Parlamento Matteo Renzi dovrebbe trovare degli alleati ma chi, in effetti, lo vorrebbe come alleato? E chi, in questa crisi difficile, comprende le motivazioni di innescare una crisi politica oltre ad una già grave crisi sanitaria?