Recovery Plan, tutte le misure approvate ieri al Consiglio dei Ministri

Il Governo ha approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale sono contenute le misure e le modalità attraverso le quali investire e utilizzare i fondi del Recovery Fund, 210 miliardi di euro.

Si chiama “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, abbreviato in Pnrr e meglio conosciuto come Recovery Plan. In realtà, tocca fare una distinzione. Ad essere stato approvato ieri, durante il Consiglio dei Ministri, non è il Recovery, ma il Pnrr; che stabilisce come spendere i soldi del Recovery Fund, cioè 210 miliardi di euro. Proprio su questo punto, cioè sulla modalità di investimento dei fondi, si è aperto un vuoto tra Matteo Renzi e l’attuale esecutivo. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura al primo posto; segue, tra gli obiettivi, la rivoluzione verde e la transizione ecologica. Ma ancora, infrastrutture per una mobilità sostenibile; investimenti nell’istruzione e nella ricerca; inclusione e coesione; infine, salute. Ma andiamo per ordine.

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La bozza, un testo di 171 pagine, non fa cenno né di come e né da chi verranno gestite le risorse. Il Piano presentato ha solo cambiato la gestione delle risorse, dirottandole verso un campo piuttosto che un altro. Dall’ originaria versione non c’è grande differenza ma sembra che, da una prima analisi le richieste della maggioranza siano state accolte. Come già detto, le missioni sono 6 e raggruppano 16 componenti che servono a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo. Le linee di intervento sono 47.

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Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura

Per il primo punto – digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – sono stati investiti 45,1 miliardi
L’obiettivo generale è quello di una modernizzazione del Paese, attraverso investimenti nella rivoluzione digitale a partire dalla Pubblica Amministrazione. Seguono l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese, compreso il comparto editoria, 5G, monitoraggio satellitare. Infine, si punta ad incrementare l’attrattività del sistema turistico e culturale del Paese, con investimenti in infrastrutture e sostegno ai progetti.

Rivoluzione verde e transizione ecologica

Per la “Rivoluzione verde e transizione ecologica” sono stati investiti 67,5 miliardi. In primo luogo, si punta ad un’ agricoltura sostenibile e ad un’economia circolare, coerentemente con gli obiettivi green fissati dai vari piani europei. Un punto, questo, che coinvolge l’uso delle materie prime naturali al fine di ridurne lo spreco; l’uso delle seconde materie naturali; impianti di trasformazione dei rifiuti. La seconda componente riguarda poi l’ energia rinnovabile, seguita dall’efficienza energetica e riqualificazione degli edifici. Infine, spazio alla tutela del territorio e della risorsa idrica.

Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Per le infrastrutture per una mobilità sostenibile sono stati investiti 32 miliardi, e ha come obiettivo arrivare ad un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile. Si punta quinti all’alta velocità di rete e alla manutenzione stradale; e anche alla logistica.

Istruzione e ricerca

26,1 miliardi sono stati investiti invece in istruzione e ricerca, attraverso il potenziamento delle competenze, del diritto allo studio e della didattica in generale. Si prevedono iniziative per il contrasto alla povertà educativa e per la riduzione delle differenze territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione. Spazio anche alla tecnologia per migliorare la ricerca.

Inclusione e coesione

Per il punto cinque del piano, Inclusione e coesione, investiti invece 21,3 miliardi. Sono 3 le componenti e il punto coinvolge tutti gli altri, attraverso misure che guardano alla parità dei sessi e all’inclusione. Le politiche per il lavoro andranno riguardate in un’ottica di rafforzamento dei centri per l’impiego e della loro integrazione con i servizi sociali. Si mira inoltre a dare supporto alle famiglie in stato di disagio sociale ed economico, anche a quelle che vivono situazioni di disabilità. Una componente è infine quella degli interventi speciali di coesione territoriale, che prevede il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030, con interventi sulle infrastrutture sociali e misure a supporto dei giovani e finalizzate alla transizione ecologica.

Salute

L’ultimo punto riguarda la Salute, a cui sono stati destinati 18 miliardi. Si punta al miglioramento dell’assistenza sociosanitaria e all’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio sanitario. In particolare, per il primo punto, si mira a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali per puntando ad una migliore omogeneità. L’innovazione dell’assistenza sanitaria è invece finalizzata a promuovere la diffusione di strumenti e attività di telemedicina, a rafforzare i sistemi informativi sanitari e gli strumenti digitali.