La stampa estera contro Renzi: “irresponsabile”, “egocentrico”, “politico più impopolare d’Italia”

Dura l’opinione pubblica e la posizione della stampa estera sulla crisi di governo nazionale: “Renzi è un irresponsabile”, “l’Italia mette a rischio il Recovery Fund” per gli interessi di un “piccolo partito e la sua stessa immagine personale”. I media sono d’accordo con gli italiani: “Adesso non è il momento”.

Renzi stampa estera
Renzi condannato dalla stampa estera – foto di repertorio, via web

La crisi del governo Conte è finita nel mirino dei commentatori stranieri, con titoli e articoli che puntano il dito inquisitorio contro l’ormai ex “Rottamatore” Matteo Renzi. Tra chi lo accusa di mosse egocentriche e irresponsabili, e chi gli ricorda di essere tra i politici nazionali meno favoriti degli ultimi tempi, dall’altra parte dei confini le penne straniere sono d’accordo con quanto già ribadito dagli italiani: “Adesso non è il momento“. Ed “escalano” velocemente i dubbi, le preoccupazioni, le perplessità, ora che l’esecutivo tricolore è finito sull’orlo del collasso dopo il vigliacco ritiro delle truppe renziane.

Il rischio che in piena pandemia, in piena crisi economico-sanitaria, il governo sia obbligato a fare i bagagli si fa sempre meno lontano. Un’eventualità che lascia l’opinione estera esterrefatta: “Che diavolo sta succedendo in Italia? Come pensa di aprire una crisi di governo nel bel mezzo dello scoppio dell’epidemia, con molti ospedali sull’orlo del collasso?”, riflettono alcuni. E anche la credibilità del nostro Paese, al pari di quella di Renzi, è ormai precipitata. Come si può del resto giustificare all’Europa “l’indebitamento comune”, dopo che il nostro Paese è persino riuscito ad ottenere la somma maggiore del Recovery Fund? Per queste e altre ragioni, non c’è perciò da stupirsi se nelle scorse ore alcune testate internazionali hanno pubblicato degli articoli che storcono il naso davanti a un simile teatrino dal gusto raccapricciante.

Da “Rottamatore” a “Demolitore”, la metamorfosi di Renzi

Titolo emblematico, quello che il Financial Times ha dedicato a Renzi nelle pagine di appena un giorno fa. “‘Demolition Man’ Renzi intralcia Roma” fa da apertura a quello che è un resoconto, dal punto di vista americano, della preoccupante crisi di governo italiana, ufficializzata dal ritiro delle ministre di Italia viva dal governo. Una crisi che “minaccia di ostacolare il Recovery plan di Bruxelles”, per il quale tra l’altro è scoppiata la crisi – come un cane che si morde la coda. Il tutto per permettere a Renzi “rafforzare il potere di interdizione del suo piccolo partito e la sua stessa immagine personale”, potere che “potrebbe facilmente ritorcersi contro di lui, mentre il Paese combatte la pandemia”.

Le “ragioni” di Renzi viste dalla prospettiva spagnola

matteo renzi - meteoweek.com
foto di repertorio, via Getty Images – Renzi condannato dalla stampa estera

Per i media spagnoli, invece, El Paìs lascia un commento dal titolo meno metaforico e più diretto: “Renzi irresponsabile“, come le azioni che ha mosso a tradimento in un periodo di gravissima emergenza economico sanitaria. Le critiche del leader di Italia Viva a Conte, spiegano i giornalisti spagnoli, “possono essere parzialmente condivise”, ma “il tempismo è del tutto inadeguato e getta il Paese in un’incertezza dannosa per se stesso e per i suoi vicini europei“. “Nessuna delle ragioni addotte, nonostante la loro legittimità, sembra così forte da esporre ora il Paese al rischio di mesi di paralisi politica che un voto anticipato comporterebbe”, hanno poi incalzato le penne del giornale di Madrid.

In Germania si parla di “miseria dell’Italia”

In Germania le parole si fanno ancora più al vetriolo. La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha non a caso pubblicato un durissimo articolo dal titolo “La miseria dell’Italia“, al cui preambolo viene inserita la tipica “abitudine dei politici di incolpare ‎‎l’UE‎‎ o la Germania per la difficile situazione” dell’Italia. Stavolta, però, la miseria ce la siamo cercata da soli: ora che “i soldi ci sono”, ora che “l’Italia sta ricevendo una gigantesca somma di 209 miliardi di euro” – “nessun altro paese dell’UE riceve di più”, sottolineano le penne tedesche – “cosa succede a Roma?“. Domanda retorica, chiaramente, perché siamo di fronte a “quello che accade da anni: la coalizione di governo è divisa in conflitti interni e si sta sgretolando”.

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“Le critiche espresse dall’ex premier Renzi sulla gestione del cosiddetto Fondo per la ricostruzione dell’Ue non sono infondate”, ma ad oggi la comune “impressione è che si preoccupi principalmente di se stesso”.‎ Una strategia mossa da interessi egocentrici, personali, che con questa crisi “non solo mettono a rischio il benessere del proprio paese, ma spingono anche l’Ue a chiedere spiegazioni”. Tanto che la Tagesspiegel ha definito “il frustrato” leader di Italia Viva come un “creatore di caos“.  Del resto, “sembra non poter fare altrimenti: la sua ascesa politica è avvenuta fin dall’inizio a spese dei suoi compagni politici”. In questo rovinoso caos, però, vi è però almeno una certezza: “Renzi ha ulteriormente consolidato la sua posizione di politico più impopolare d’Italia“.

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Barcellona: “Renzi vuole ‘uccidere’ Conte prima che maturi”

Anche per le penne de “La Vanguardia” si dovrebbe guardare con preoccupazione alle ricadute della crisi di governo per la gestione delle risorse del Recovery Fund. Con un paragone calzato sull’antica Roma, in cui Conte viene paragonato all’imperatore Claudio, Renzi diventa colui che “vuole ‘uccidere’ Conte prima che maturi”, operando tra l’altro “in modo strategico”: dato che “non ha possibilità elettorali in Italia, potrebbe avere l’ambizione di essere il prossimo segretario generale della NATO”. Del resto, “ha solo 46 anni, ma è già un vecchio trapezista dell’intrigata scena politica” – soprattutto di quella italiana. Anche per il media di Barcellona, però, il caos in cui il governo nazionale è stato gettato potrebbe provocare un pericoloso effetto a catena – proprio quello che i vicini dall’erba più verde temono di più: “un ulteriore indebolimento politico” che “non gioverebbe” a nessuno, nemmeno alla Spagna.