Marta Cartabia e la dura sfida di mettere tutti d’accordo sui temi della Giustizia

Il tema sulla prescrizione va di nuovo verso uno stop per evitare scontri in un governo appena nato. Si aspetta la Ministra della Giustizia Marta Cartabia, altra figura tecnica scelta da Draghi per cancellare le impronta politiche dalla giustizia.

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Una vera e propria guerra sulla prescrizione che va avanti da troppo tempo ma per il momento ancora in stand by. Mercoledì alla Camera non si voterà sulla prescrizione ma si attenderà la fiducia il giorno dopo. Adesso si attende la tanto attesa figura tecnica che ha liberato tutti dell’ingombrante e imbarazzante figura dell’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, risparmiato in calcio d’angolo dallo stesso Conte.

La costituzionalista Cartabia sembra mettere tutti d’accordo per la sua personalità di spicco e che ha portato al Ministero un cambio netto di registro. La Cartabia, infatti, era tra le papabili candidature a premier qualora Draghi non avesse accettato. Molto diversa da Bonafede e dal M5S, crede in una giustizia sociale “dal volto umano” che si fondi sulla “funzione rieducativa della condanna”. Fondamentale sono i tempi dei giudizi perchè “i processi troppo lunghi si tramutano in un anticipo di pena.” Per la Ministra, infatti, le lungaggini della giustizia civile sono un peso enorme da cui derivano gli scarsi investimenti esteri nel nostro paese. Quindi tutto fa pensare che la Cartabia vorrà al più presto la riforma della Giustizia, priorità anche dell’agenda Draghi. La riforma della giustizia civile è infatti fondamentale per ottenere i fondi del Recovery, prioritaria rispetto alla stesura del Recovery plan.

Il problema, come sottolinea Zanettin di Forza Italia, è che nella maggioranza c’è ancora il Movimento 5 Stelle che condivide la linea di Bonafede. Questa è completamente distante dalla maggior parte degli altri partiti presenti oggi in maggioranza. I principali detrattori di questa linea sono Forza Italia, Italia Viva e Azione che hanno presentato anche degli emendamenti nel Milleproroghe. La Cartabia ha un compito molto importante, cercare di mettere d’accordo tutti sulla giustizia, tema che è stata la causa della caduta dei due precedenti governi Conte.

 

La sfida della Cartabia: mettere d’accordo questa maggioranza sul tema della giustizia

Le riforme della giustizia civile è ferma da circa un anno al Senato e quella sul processo penale alla Camera. E’ il tempo di sbloccarle soprattutto perchè la velocizzazione dei processi è un requisito necessario per ottenere l’accesso ai fondi europei. Inoltre, sarebbero circa 3 miliardi dei 209 del Recovery fund destinati alla velocizzazione dei processi.

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Dunque, la costituzionalista neo ministra Marta Cartabia la settimana prossima si troverà ad affrontare il tema della prescrizione, terreno di scontro del precedente governo. Mentre sulla riforma del processo civile vi è un’imposizione europea che potrebbe mettere tutti d’accordo sulla sua accelerazione, il resto rimane un’incognita. Per quanto riguarda la riforma del processo penale, Csm e carceri toccherà alla Cartabia a mettere insieme tutte le forze di maggioranza divise su questi temi. Il suo valore e la sua levatura istituzionale può essere l’unica carta che potrà mettere d’accordo grillini con Italia Viva e Forza Italia.

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Per ora però si cerca di evitare di affrontare temi divisivi che creerebbero nuovi scontri che neanche i pentastellati hanno voglia di fare. “In questa fase non è tempo di battaglie di bandiera e di provocazione” chiedono collaborazione dal M5S ma nè renziani nè forzisti ritirano gli emendamenti poichè non si tratta di battaglie di bandiera ma di un tema importantissimo. Entrambi i partiti però si dimostrano fiduciosi nella competenza della Ministra affidandosi completamente al suo giudizio. Neanche +Europa e Azione hanno voglia di creare problemi ma c’è lo spirito di collaborare in modo meno belligerante sperando che la linea dei 5 stelle non condizioni tutta la maggioranza. La questione va affrontata e una soluzione va trovata. Ora tutti attendono la Cartabia.