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Scuola: riaprono le superiori in Liguria. Studenti felici, stremati dalla didattica a distanza

Riaprono le scuole superiori in Liguria al 50%. Gli studenti stremati dalla didattica a distanza sono felici di ritornare in classe

riaprono scuole superiori

Trentatremila studenti delle scuole superiori sono ritornati tra i banchi stamani in Liguria. Qui è tornata la didattica in presenza al 50% dopo lo stop imposto dalla seconda ondata della pandemia Covid. Tra gli studenti all’ingresso del liceo classico D’Oria di Genova la speranza
prevale sulla paura. “E’ da inizio novembre che non rivedo i miei compagni, finalmente non stiamo sei ore davanti a uno schermo, speriamo che duri”, dice una studentessa, che a ottobre era risultata
positiva al Covid, asintomatica, mentre la mamma lo ha vissuto
in forma più grave.

Siamo felici, la didattica a distanza in quinta è un
disastro“, affermano altri due studenti. “I ragazzi chiaramente
adesso sono stremati dalla situazione”, testimonia un insegnante
di latino e greco. Ma c’è anche chi pensa che sia stato affrettato riaprire le scuole in presenza e che per contrastare l’emergenza, la didattica in presenza poteva anche aspettare “Ancora qualche settimana di sacrificio contro il covid in un periodo di forte freddo si poteva fare”.. “La Dad è molto più ‘scialla’, peccato”, sorridono due compagne. “La fiducia ci deve essere, ci deve essere anche tanta prudenza. – sottolinea la preside del D’Oria Maria Aurelia Viotti – In questo periodo non abbiamo avuto traccia dei casi di covid avvenuti tra gli studenti della
scuola mentre a ottobre ce n’erano parecchi”.

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Riaperture scuole superiori in presenza: le misure anti-contagio

Per il ritorno in presenza degli studenti alle superiori, le quattro prefetture liguri si sono coordinati attraverso incontri per decidere le misure da prendere. Hanno deciso per ridurre il contagio: gli ingressi scaglionati in due fasce orarie, controlli per evitare assembramenti e il rinforzo del trasporto pubblico locale con bus privati. Più di cento i volontari messi in campo a Genova dal piano trasporti di Trenitalia e Amt. Le Ferrovie schierano trenta pullman straordinari sulle tratte dei treni più affollati.
Al liceo D’Oria ad esempio gli ingressi sono stati scaglionati alle 7.50 e 9.40 in due porte d’ingresso diverse, nel primo scaglione entra il 20% degli studenti, nel secondo il 30%.

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In tutte le scuole liguri l’altra metà di iscritti tornerà in aula nell’arco dei prossimi giorni, in base ai turni e agli orari decisi dalle scuole per rispettare la presenza al 50% per un totale di quasi 67 mila studenti coinvolti. Al primo giorno numerosi studenti all’ingresso a scuola hanno raccontato di essersi fatti accompagnare in auto. Chi invece è arrivato a scuola in autobus non ha segnalato assembramenti.

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Nuovi scontri tra India e Cina sul confine conteso dell’Himalaya

Nuovi scontri tra le truppe sul confine conteso tra Cina e India. E’ accaduto la settimana scorsa lungo l’Himalaya nello stato del Sikkim e vi sono stati feriti da ambo le parti.

Le truppe indiane e cinesi si sono di nuovo scontrate lungo il confine conteso tra i due Paesi dell‘Himalaya. Gli scontri hanno lasciato feriti da entrambe le linee, secondo quanto attestano le fonti militari e i media locali.

scontri india cina

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Torna dunque la tensione al confine tra India e Cina, la battaglia è avvenuta al passo di Naku La, nel Sikkim settentrionale. La zona fa parte di un’area contesa dai due paesi. Lo scontro è avvenuto la settimana scorsa, a sei mesi da una battaglia nella quale sono morti almeno 20 soldati indiani e un numero imprecisato di militari cinesi.

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Secondo la ricostruzione di funzionari indiani della zona del Sikkim, una pattuglia cinese ha cercato di entrare in territorio indiano. Questa è stata costretta a tornare indietro. L’area è racchiusa tra il Bhutan e il Nepal e il passo Naku La collega il Simmik alla regione del Tibet, in Cina.

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Lo spray nasale che protegge dal Covid: prossimamente in commercio

Arriva lo spray nasale che protegge dal Covid. Una buona notizia nella lotta al coronavirus. Lo spray nasale in grado di assicurare una protezione aggiuntiva, poco duratura ma efficace, presto in commercio in tutta Europa.

spray nasale covid

Il prodotto, sviluppato da alcuni ricercatori dell’università di Birmingham, nelle prossime settimane seguirà l‘iter di approvazione da parte delle singole agenzie del farmaco dei vari paesi. Come riporta anche il Telegraph, lo spray nasale in grado di proteggere dal coronavirus potrebbe arrivare nelle farmacie dei paesi europei all’inizio della prossima estate.

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Lo spray nasale è stato realizzato a partire da un agente antivirale e da un polisaccaride gellano: due prodotti già ampiamente utilizzati in ambito farmaceutico.

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Chi lo sta sviluppando assicura che il prodotto fornisce una protezione aggiuntiva molto efficace, anche se solo per 48 ore. Il prodotto ridurrebbe soprattutto il rischio di trasmissibilità del virus. Il dottor Richard Moakes, che ha coordinato il progetto, ha spiegato: «Un prodotto del genere non rimpiazza assolutamente le misure come il distanziamento o l’utilizzo delle mascherine, ma garantisce una protezione aggiuntiva specialmente nei casi in cui è difficile non assembrarsi, come ad esempio sui mezzi di trasporto»

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Covid: la crisi piega baristi e ristoratori sotto il giogo degli strozzini per evitare la chiusura

La crisi economica che ha portato la pandemia del Covid ha colpito tutti. Molte attività hanno chiuso o rischiano di chiudere e in questo scenario si insinua chi se ne approfitta. 

A causa della crisi economica conseguita all’emergenza Covid, baristi e ristoratori da mesi non stanno più incassando. Tante spese e nessuna entrata, con la inevitabile conseguenza di essere costretti a lasciare a casa inservienti, camerieri e cuochi. Un dramma per intere famiglie che non sanno più a chi chiedere aiuto. E quando il denaro scarseggia, a dare una “mano” alle persone in difficoltà ci pensa la malavita.

Federico Contin, titolare dell’osteria “San Leonardo” e padre della manifestazione “Il Naviglio”, fa al Gazzettino una rivelazione choc: «Molti baristi e ristoratori di Padova e provincia si sono affidati agli strozzini». Per Contin, la colpa è delle associazioni di categoria che non hanno messo in campo tutte le risorse possibili per aiutare il settore a rialzarsi. «Stiamo vivendo un dramma. Non guadagnare per mesi è terribile. Il primo aiuto lo si chiede ad amici e alle banche, ma quando non si sa dove sbattere la testa allora si fa di tutto. E so per certo che molti baristi e ristoratori di Padova e provincia si sono affidati agli strozzini».

baristi e strozzini padova
Ma lei sa chi sono questi avvoltoi?
«Sono persone all’apparenza dedite alla beneficenza, ma in realtà prestano soldi ai disperati con tassi di interesse mostruosi. E adesso i disperati sono i baristi e i ristoratori, e tanti di loro sono finiti nelle mani di queste sanguisughe. Perchè se pure non incassi, bisogna comunque pagare per tenere aperta l’attività».
Quali sono i costi maggiori?
«Soprattutto l’affitto dei locali, in particolare per chi ha un bar o un ristorante in centro storico. Ai proprietari dei muri non interessa nulla se non incassi a causa delle chiusure forzate per il Covid. Loro vogliono i soldi dell’affitto e parliamo di cifre molto alte, come 4 mila euro al mese per pochi metri quadri. Per cui chi non guadagna da mesi ha il conto corrente in rosso, la banca non gli dà credito e l’unica alternativa sono gli strozzini».

Il suo ristorante è stato colpito da un grave lutto. Cosa è accaduto?
«Il giorno dell’Epifania il nostro aiuto cuoco si è tolto la vita. Dopo alcune difficoltà, lo avevamo preso nella nostra brigata a maggio. In quel periodo le cose sembravano andare bene, avevamo ripreso a lavorare. Poi a fine ottobre la nuova chiusura forzata. Fine degli incassi, lui è rimasto a casa e il 6 gennaio si è suicidato. Forse aveva già alcuni problemi di carattere psicologico, ma la mazzata gli è arrivata quando ha di nuovo perso il lavoro. Come si è tolto la vita sotto un treno a metà dicembre il barista “Lorenzo”».

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Esiste una soluzione al problema?
«Premetto: non sono un negazionista del Covid, anzi. Lo scorso agosto sono stato ricoverato per cinque giorni in ospedale perchè avevo contratto il Coronavirus. Bisogna stare attenti e osservare tutte le norme indicate dai medici, ma si deve anche lavorare. Avevo proposto la trasformazione dei ristoranti in mense, nel pieno rispetto della legge, invece sono stato attaccato dalle associazioni di categoria. Le stesse che dovrebbero tutelarci».

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Cosa è successo?
«Lo scorso 16 gennaio ho spedito un messaggio WhatsApp a molti baristi e ristoratori. Gli ho suggerito come potessero trasformarsi in mensa mantenendo il loro codice Ateco. Non lo avessi mai fatto, l’Appe in un comunicato, non citando il mio nome, mi ha bollato come un imprenditore visionario sottolineando che l’operazione mensa non era possibile».
E il risultato quale è stato?
«Che alla fine avevo ragione io, perchè sia il Prefetto e sia la Regione hanno dichiarato che si può fare. Certo bisogna sempre rispettare le norme anti Covid»».

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Lavoro: chi sono gli “introvabili”. I 6 profili che le tutte le aziende vorrebbero assumere

Adecco ha realizzato un’indagine tra i profili più richiesti dalle aziende. I 6 profili che tutte le aziende vorrebbero assumere di professionisti introvabili sono estremamente rari per la loro iperspecializzazione.

professionisti introvabili

La pandemia ha complicato ancor di più la questione occupazione e per chi cerca lavoro è diventato ancor più difficile. Tuttavia ci sono delle competenze, delle capacità ancora oggi introvabili sul mercato. Profili richiestissimi dalle aziende ma estremamente rari in quanto iperspecializzati. Adecco ha realizzato un’indagine tra quali sono le professioni più richieste sul mercato in considerazione anche dei nuovi trend che stanno emergendo e che interessano ovviamente le nuove tecnologie e la sostenibilità. Nel prossimo futuro sarà altissima la richiesta per sei profili specializzati.

Broad band architect

Il primo profilo è il Broad band architect. Letteralmente significa “architetto della televisione” ma non si tratta di un professionista che opera nell’ambito della tv tradizionale ma lavora su quella online. Nel dettaglio si occupa delle innovazioni interattive della web tv e della cura dei contenuti. Da Adecco spiegano che è una figura molto ricercata al giorno d’oggi perché «mixa il mondo del web, l’online, la rete e tutti i suoi strumenti insieme a un cult d’altri tempi, la televisione, che tenta di stare a galla tra le nuove tecnologie facendosi smart». Deve quindi possedere un’ottima conoscenza di entrambi i canali d’informazione e avere una formazione in Comunicazione, Sistemi Informativi o Informatica applicata ovviamente alla comunicazione multimediale. E quanto guadagna? Sul sito di Adecco si legge 180 mila euro l’anno.

Cloud architect

La diffusione del cloud computing ha reso sempre più richiesti i cloud architect. Si tratta di un professionista che ‘costruisce’ ambienti cloud. Il cloud architect è un architetto «che si occupa di progettare e costruire ambienti cloud scalabili e resilienti, quindi facilmente gestibili e in grado di rispondere positivamente al cambiamento e, soprattutto, che si adattino il più possibile alle esigenze di business di un’impresa». È una figura sempre più apprezzata e ricercata e ha la funzione di “facilitatore” nel complesso processo di trasformazione digitale che le aziende stanno vivendo. Lo stipendio va da 60 ai 150 mila euro all’anno. Nella top 5 delle aziende che investono sulla nuova figura professionale ci sono Microsoft, Amazon, IBM, Salesforce e SAP.

Data scientist

I dati sono il nuovo petrolio. E chi lavora con i dati sarà avvantaggiato nel mercato del lavoro. Ecco perché le aziende cercano data scientist in grado di leggere i numeri e interpretarli. I professionisti in grado di usare i dati con l’obiettivo primario di aiutare a raggiungere precisi goal aziendali sono sempre più irrinunciabili. A un data scientist è richiesta capacità di programmazione, di analisi quantitativa, di comprensione del prodotto, di comunicazione e ovviamente deve saper fare lavoro di squadra. Lo stipendio medio di un data scientist, secondo dati della Technology and IT Salary Guide per il 2018, varia in base all’esperienza da 87 mila a 140 mila euro all’anno.

Energy manager

L’energy manager è un professionista a supporto dei vertici aziendali. Ha il compito di favorire il miglior utilizzo dell’energia nella struttura dell’organizzazione. In particolare, le sue mission della giornata sono «individuazione delle azioni, degli interventi, delle procedure necessarie per promuovere l’uso razionale dell’energia». Secondo quanto riportato Adecco in media l’energy manager guadagna annualmente dai 30 mila ai 60 mila euro, in base agli anni di esperienza. Nel campo dei green job si arriva a guadagnare anche 90 mila euro annui.

Growth hacker

Il growth hacker si occupa di ideare e sviluppare le strategie di crescita per la propria azienda. Utilizzando l’ingegneria informatica, il marketing e la comunicazione sui social network. Parliamo di una «figura trasversale all’interno dell’azienda che fa della multidisciplinarietà il suo punto di forza». I growth hacker hanno competenze di coding, data analysis, finanza, networking, marketing e design. Lo stipendio varia in base alla seniority e oscilla da 60 mila a 170 mila euro all’anno.

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Ux Designer

È un esperto capace di analizzare e interpretare il comportamento dei clienti di un’azienda. Lo Ux Designer si occupa degli utenti indagando le dinamiche di consumo e raccogliendo dati utili a costruire un’esperienza positiva per l’utente finale. In concreto progetta l’esperienza di un utente relativa all’uso di un prodotto digitale – sito web, app, software o altro.

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Su questo genere di prodotti, i consumatori hanno aspettative di tipo pragmatico ma anche estetico. L’obiettivo principale del professionista è «migliorare la relazione tra consumatori e prodotti: in breve, è l’anello mancante tra i bisogni dell’azienda e quelli dell’utente». Il background della nuova figura professionale è un mix tra studi umanistici (Psicologia, Ergonomia cognitiva, Semiotica), Marketing digitale e Design. Contano poi molto l’approccio progettuale e il problem solving. Lo stipendio medio annuo di una figura junior si aggira attorno ai 23 mila euro lordi, mentre per una figura senior si possono raggiungere anche i 58 mila euro lordi all’anno.

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Cronaca News

Vaccino Covid, il ritardo rischia di far slittare l’immunità di gregge a fine anno

Un possibile ritardo sul vaccino per il Covid rischierebbe di far slittare l’immunità di gregge. Inoltre se slittano le vaccinazioni per gli over 80, tramonta la possibilità di anticipare la campagna per gli insegnanti.

L’obiettivo era ambizioso già prima, quando si sperava che tutto sarebbe filato liscio. Ma adesso chiudere la campagna entro settembre, raggiungendo l’immunità di gregge con il 70% degli italiani vaccinati, rischia di diventare un miraggio. L’immunità di gregge, con questi ritardi, potrebbe slittare anche a fine anno. Questo ritardo sulla tabella di marcia è dovuto ai tagli fatti da Pfizer BioNTech e adesso annunciati da AstraZeneca.

Gli scenari possibili sono tre. Il primo rischia di somigliare a un’illusione. Il commissario all’emergenza Domenico Arcuri sta per inviare una diffida per inadempimento nei confronti di Pfizer BioNTech. La stessa mossa potrebbe essere fatta più avanti con AstraZeneca. È il primo passo verso un possibile esposto in una procura italiana oppure a Bruxelles. Se le due aziende dovessero fare marcia indietro o compensare velocemente i tagli, qualche ritardo ci potrebbe essere ma limitato e sostenibile. Pfizer BioNTech ha promesso di recuperare, ma nel governo c’è un certo scetticismo.

Il secondo scenario prevede che i tagli si fermino a quelli annunciati finora, solo uno slittamento ma senza recupero. In questo caso l’immunità di gregge potrebbe essere raggiunta con poche settimane di ritardo.

Poi c’è il terzo scenario, quello più preoccupante, con tagli e ritardi che vanno avanti per mesi. A quel punto diventerebbe difficile chiudere persino entro l’anno. Questo non vuol dire che non siano possibili contromisure.

vaccino covid ritardo

Vaccino Covid, i ritardi e i tagli fanno slittare il piano vaccinale

«Chiudere a settembre — dice il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa — è comunque possibile. Per farlo potremo estendere gli orari di somministrazione, portandoli a 16 o 18 ore al giorno». Ma il nodo delle forniture resta, come certificato nell’incontro di ieri tra il ministro Francesco Boccia e le regioni. Nel primo trimestre di quest’anno, spiega il commissario Arcuri, «avremo 15 milioni di dosi», poco più della metà rispetto a previste dal primo piano vaccinale.

La guerra legale è già in corso con Pfizer BioNTech. Ma il fronte che preoccupa di più è quello con AstraZeneca, che la prossima settimana dovrebbe avere il via libera dell’Ema, l’agenzia europea dei medicinali. È proprio da questa azienda che dovrebbe arrivare il grosso delle dosi nella prima parte della campagna, 40 milioni. La fornitura del primo trimestre era già stata ridotta da 16 a 8 milioni di dosi. Ieri siamo scesi ancora, a 3,4. Se la sforbiciata dovesse proseguire anche più avanti «sarebbe un vero disastro», ammettono nel governo.

In ogni caso la campagna va rimodulata. L’avvio della vaccinazione per le persone con più di 80 anni, che alcune regioni hanno già fissato a breve, potrebbe slittare a marzo. Mentre si abbandona l’idea di anticipare la vaccinazione degli insegnanti, che pure stava prendendo quota. Il vaccino di AstraZeneca dovrebbe essere autorizzato, o quanto meno raccomandato, per le persone che hanno meno di 55 anni. Averne subito tante dosi, che poi sono quelle previste dagli accordi preliminari di acquisto, poteva accelerare le somministrazioni per gli insegnanti. Ma adesso sembra davvero impossibile.

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La speranza degli altri vaccini in via di autorizzazione

Per questo si spera in un’accelerazione del via libera per un altro vaccino ancora, quello di Johnson & Johnson, che ha il vantaggio pratico di essere in una sola dose, senza richiamo. L’autorizzazione dovrebbe arrivare a marzo, ma non ci sono certezze. E non si può escludere che anche con questa azienda ci possano essere problemi. Che fare? L’Italia ha già chiesto il raddoppio delle forniture di Moderna, che entro marzo ci dovrebbe fornire solo 1,3 milioni di dosi. Ma ha il grande pregio di non aver annunciato tagli, anche se ieri c’è stato uno slittamento di una settimana in Piemonte. Il raddoppio, però, non è strada facile.

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E allora non resta che sperare nell’arrivo di nuovi vaccini. Il russo Sputnik V, circondato all’inizio da un certo scetticismo, ha già chiesto l’autorizzazione all’Ema ma non sappiamo se e quando il via libera arriverà. Per i prodotti cinesi siamo ancora ai contatti preliminari. Poi c’è l’italiano Reithera, che il governo vuole spingere anche con nuovi finanziamenti. È ancora in sperimentazione. Ma certo, l’autarchia avrebbe i suoi vantaggi.

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Maltempo: a Modena chiusi due ponti sul fiume Secchia, monitoraggio anche per il Panaro

Il maltempo a Modena ha obbligato la chiusura di due ponti sul fiume Secchia. Iniziato il monitoraggio anche per il fiume Panaro

maltempo modena

A Modena nel corso della notte, intorno all’una, a causa dell’innalzamento dei livelli dei fiumi, sono stati chiusi in via precauzionale Ponte Alto sul Secchia e il ponte dell’Uccellino, sempre sul Secchia, tra Modena e Soliera. A farlo sapere è l’amministrazione comunale modenese. Anche il fiume Panaro sta raggiungendo livelli intorno alla soglia 2 e, come sul Secchia, l’amministrazione ha attivato i servizi di monitoraggio iniziati nelle prime ore della mattina.

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La situazione di allerta è causata dalle precipitazioni in corso, anche in Alto Appennino, è legata allo scioglimento del manto nevoso che contribuisce ad alimentare i corsi d’acqua. La situazione del nodo idraulico modenese è monitorata con il coordinamento della sala operativa unica integrata di Marzaglia.
Si sono già svolti nella serata di venerdì due incontri del
Centro coordinamento soccorsi convocati dalla prefettura che ha attivato il Coc, il Centro operativo comunale, insieme ai
volontari della Protezione civile per il monitoraggio degli
argini.

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Traffico transfrontaliero di valuta: sequestrati centomila euro

Sono stati sequestrati centomila euro per violazioni valutarie. La cittadina svizzera nella provincia di Como trasportava una somma eccessiva non dichiarata. Fermata per traffico transfrontaliero di valuta

traffico transfrontaliero di valuta

Sequestrati centomila euro per violazioni valutarie. Continua l’attività di vigilanza dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli della Sezione Operativa Territoriale (Sot) di Ponte Chiasso. L’azione prosegue insieme ai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Ponte Chiasso, diretta a contrastare il traffico transfrontaliero di valuta. Presso il valico autostradale di Brogeda, i funzionari hanno impedito l’importazione della somma di 226.020 franchi svizzeri, pari a 209.296 euro. La cifra non era dichiarata da parte di una cittadina svizzera, che aveva cercato di nascondere 226 banconote, ciascuna in taglio da mille franchi. Ad insospettire i finanzieri, che hanno fermato il mezzo, è stata la presenza, nel vano della ruota di scorta nel bagagliaio posteriore, di una macchina valorizzatrice e conta banconote.

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Un controllo successivo, eseguito dai funzionari doganali insieme ai militari delle Fiamme Gialle, ha permesso di scoprire una busta contenente il denaro. Non vi erano le condizioni per consentire al trasgressore di accedere al beneficio dell’oblazione. Si è proceduto, nei termini di legge, a sequestrare il 50% dell’eccedenza -107.620 franchi-, per un controvalore di 99.648 euro. A questa somma sono state successivamente poi aggiunte le commissioni per il cambio valuta. Questa somma è trattenuta a garanzia del pagamento della sanzione amministrativa determinabile dal ministero dell’Economia e delle Finanze in una misura che può andare dal 30% al 50% dell’eccedenza stessa.

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Terrorismo: arrestato 22enne suprematista. Perquisizioni in tutta Italia

Arrestato un 22enne durante un’operazione antiterrorismo della polizia nell’ambito della destra radicale. In corso perquisizioni in tutta Italia.

La polizia ha arrestato un 22enne di Savona nell’ambito di un’operazione antiterrorismo in ambienti della destra radicale contigui al terrorismo di matrice suprematista. L’indagato è accusato di aver costituito un’associazione con finalità di terrorismo nonché di aver svolto azione di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo. Sono in corso anche 12 perquisizioni nei confronti di persone vicine al 22enne nelle città di Genova, Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo.

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L’operazione antiterrorismo della polizia è diretta in particolare ad ambienti della destra radicale contigui al terrorismo di matrice suprematista. L’attività investigativa, diretta dalla procura di Genova, è
condotta dalle Digos di Genova e Savona e dal Servizio per il
Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della
Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione-UCIGOS

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Mafia: 7 arresti e 21 fermi per droga tra Basilicata e Puglia

Mafia: 7 arresti e 21 fermi per droga tra Basilicata e Puglia. Operazione dei carabinieri “Coppia di Regine” 

droga basilicata

Sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e 21 decreti di fermo di indiziato di delitto sono in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri. Queste sono legate all’operazione contro il narcotraffico tra Basilicata e Puglia, coordinata dalle Direzioni distrettuali antimafia delle Procure della Repubblica di Potenza e Bari.
I 28 indagati sono accusati, a vario titolo, di aver fatto parte di due associazioni di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, hascisc e marijuana. Una delle due associazioni era di base a Irsina (Matera) e la seconda a Gravina in Puglia (Bari). Entrambe erano “legate – è specificato in un comunicato diffuso dall’Arma – da proficui interessi economici”.

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L’operazione, denominata “Coppia di Regine”, vede impegnati circa 200 carabinieri dei Comandi provinciali di Matera e Bari. A loro supporto anche unità cinofile dei Nuclei carabinieri di Tito Scalo (Potenza) e Modugno (Bari) e da un elicottero del sesto Nucleo elicotteri di Bari. I dettagli dell’operazione saranno illustrati in una conferenza stampa, che si terrà alle ore 11 nel Palazzo di Giustizia di Potenza.

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Australia: Google minaccia stop se costretto a pagare i media

 

Google minaccia l’Australia di bloccare il motore di ricerca se costretto a pagare media

google australia

Google oggi per la prima volta minaccia l’Australia di bloccare il suo motore di ricerca nel Paese. Lo stop se Canberra non modificherà il suo piano per costringere il gigante californiano a pagare i media per i loro contenuti.
Il governo australiano sta lavorando a un “codice di condotta vincolante” che dovrebbe regolare i rapporti tra i media in grande difficoltà finanziaria e i colossi che dominano internet. Tra questi anche Google e Facebook che catturano una quota significativa degli introiti pubblicitari. Questo progetto prevede sanzioni di diversi milioni di euro in caso di violazione e prende di mira il ‘feed di notizie‘ di Facebook e le ricerche su Google.

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Ma l’amministratore delegato di Google Australia, Mel Silva, ha dichiarato oggi in un’audizione al Senato australiano che lo “scenario peggiore” sarebbe che la bozza di codice passi così com’è, aggiungendo che il suo gruppo si vedrà in futuro costretto a “sospendere” i suoi servizi di ricerca in Australia.

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Una minaccia alla quale il primo ministro australiano Scott Morrison ha risposto bruscamente: “L’Australia stabilisce le regole su ciò che può essere fatto in Australia. È il nostro Parlamento che decide”, ha detto. “Le persone che sono disposte a lavorare in questo contesto in Australia sono le benvenute. Ma non ci pieghiamo alle minacce“.

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Terremoto Indonesia: magnitudo 7.0

Terremoto nelle Talaud Islands in Indonesia, magnitudo 7.0

terremoto

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Un terremoto di magnitudo Mwp 7.0 avvenuto nella zona delle Taluad Islands in Indonesia alle 12.23 (UTC), ore 21.23 orario locale (Pacific) ad una profondità di 119 km.

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