Buoni spesa per 400 milioni: chi ne ha diritto e come usarli

In un periodo di drammatica difficoltà economica per milioni di famiglie, arrivano i buoni spesa, una boccata d’ossigeno erogata dai Comuni

Buoni Spesa
Una boccca d’ossigeno per le famiglie in difficolt, con un piccolo aiuto ai Comuni (Getty Images)

Sono 400 milioni di euro: non molti, dovrebbero essere molti di più di fronte a una crisi senza precedenti che ha colpito milioni di famiglie in tutto il paese. Chi è senza lavoro, chi è in cassa integrazione, chi semplicemente non viene pagato…

Arrivano i buoni spesa

I soldi arrivano dal decreto ristori ter che prevede un fondo da 400 milioni destinati ai Comuni italiani per i Buoni Spesa che consentiranno di acquistare alimentari e farmaci. Ogni comune avrà un piccolo fondo, davvero piccolo per la verità. E a destinarlo sarà ogni municipalità. Un piccolo stanziamento in più arriverà dalla regioni: ll Lazio per esempio ha stanziato 15 milioni, cinque dei quali andranno al Comune di Roma.

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Chi ne ha diritto

Potranno beneficiare dei buoni spesa famiglie con figli, coppie e single con priorità per chi non riceve altri sostegni pubblici. Esclusi tutti quelli che ricevono Reddito di cittadinanza, Naspi (disoccupazione), cassa integrazione). L’Isee dovrà essere al di sotto della soglia di povertà: meno di 8mila euro annui.

Per accedervi bisogna aderire al bando del proprio comune: le informazioni si trovano sugli sportelli on line. Il valore di ogni bonus è in media di 300 euro a famiglia. Mai più di 600 euro in ogni caso. Poi da città a città tempi e modi possono cambiare.

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Informarsi on line

Le famiglie interessate devono informarsi on line per capire come accedere al bonus e se si rientra nei canoni dell’intervento. Magari con l’aiuto di un CAF che può calcolare l’ISEE familiare, una prestazione che la stragrande maggioranza dei CAF esegue gratuitamente. Si entra poi in una graduatoria nella quale pesano la grandezza del nucelo familiare, l’eventuale patrimonio (casa con mutuo, affitto, senza casa), il reddito di ogni singolo componente della famiglia e la disponibilità di denaro.

Ogni comune sarà tenuto a stilare una graduatoria che verrà esposta negli uffici e on line.