Papa su incontro con Ayatollah Al Sistani:«Mi ha fatto bene all’anima»

Papa Francesco è tornato a Roma dopo il viaggio in Iraq. Ai giornalisti ha raccontato del suo incontro con l’Ayatollah Al Sistani

Papa Francesco-Meteoweek.com

Papa Francesco è rientrato dall’Iraq e durante il volo, ha raccontato ai giornalisti del suo incontro con l’Ayatollah sciita Al Sistani. Ha raccontato così questa esperienza:«mi ha fatto bene all’anima questo incontro. È una luce».

Poi ha proseguito dicendo che l’Ayatollah «è un uomo umile e saggio. Questi saggi sono dappertutto perché la saggezza di Dio è stata sparsa in tutto il mondo. Succede lo stesso con i santi che non sono solo coloro che sono sugli altari, ma sono i santi di tutti i giorni, quelli della porta accanto. Santi uomini e donne che vivono la loro fede, qualsiasi essa sia, con coerenza, che vivono i valori umani con coerenza, la fratellanza con coerenza».

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Ha poi toccato l’argomento migrazioni:«Il mondo ancora non ha preso coscienza che la migrazione è un diritto umano. L’altra volta mi diceva un sociologo italiano parlando dell’inverno demografico in Italia: entro 40 anni dovremo importare stranieri perché lavorino e paghino le tasse delle nostre pensioni. Voi francesi siete stati più furbi, avete avanzato dieci anni, con la legge del sostegno alla famiglia, il livello di crescita è molto grande».

Il Papa racconta di aver deciso di andare in Iraq dopo aver pregato molto, dopo un lungo processo interiore:«I viaggi si cucinano nel tempo nella mia coscienza e questa è una delle cose che più mi faceva forza, forza. Ho pensato tanto, ho pregato tanto su questo e alla fine ho preso la decisione liberamente, ma che veramente veniva da dentro». 

Poi ha parlato ancora del tema migranti:«L’integrazione del migrante  è chiara. Due aneddoti: pensiamo al Belgio, i terroristi erano belgi, nati in Belgio ma non integrati. L’altro esempio, sono andato in Svezia, quando mi sono congedato dal Paese il ministro aveva una fisionomia speciale, non tipica svedese. Era figlia di un migrante e una svedese, ma così integrata che è diventata ministro. Pensiamo queste due cose».

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Durante quest’anno il Papa ha sentito il peso della mancanza di contatto con le persone:«Mi sento diverso quando sono lontano dalla gente,  vorrei ricominciare le udienze generali. Speriamo che ci siano le condizioni ma in questo seguirò le norme delle autorità, loro sono i responsabile e hanno la grazia di Dio per aiutarci, ci piaccia o non ci piaccia. Per ora ho cominciato in piazza con l’Angelus, a distanza si può fare. C’è una proposta relativa a piccole udienze generali ma non ho ancora deciso finché non si vede chiaro lo sviluppo della situazione, ma dopo questi mesi di prigione, perché davvero mi sentivo un po’ imprigionato, questo viaggio per me è stato come rivivere, rivivere perché è toccare la Chiesa, il santo popolo di Dio, tutti i popoli».

Infine, nel giorno dedicato alle donne, le ha così elogiate:«Dobbiamo lottare per la dignità delle donne, sono coloro che portano avanti la storia» e «non e’ una esagerazione. Le donne sono più coraggiose degli uomini e la donna anche oggi è umiliata». Ha poi ricordato ciò che si è verificato a Mosul, della vendita di donne al mercato. «Non ci potevo credere». Poi ha chiosato «Le donne si vendono e si schiavizzano anche nel centro di Roma».