Sardine: dirigenza PD incapace di produrre creatività, in cerca solo di poltrone

Mattia Santori, leader delle Sardine, spiega così l’appoggio dato a Nicola Zingaretti e si scaglia contro la dirigenza del PD.

Le Sardine dalla parte di Nicola Zingaretti. Le dimissioni dell’ormai ex segretario del Pd sono state lette dalle Sardine come un grido di aiuto al quale il movimento ha risposto. Mattia Santori è andato fisicamente al Nazareno, ma solo per sottolineare le mancanze di un partito definito “tossico, a cui nessuno si iscriverebbe“. “Io credo abbia fatto un potentissimo atto di denuncia”, dice riferendosi al gesto del Governatore del Lazio. “È stato un modo per chiedere aiuto a chi è fuori dal Pd e per mettere con le spalle al muro i problemi interni”, spiega Santori intervistato da Repubblica. Davanti alla sede del Pd, le sardine erano una decina ma i microfoni e le macchine fotografiche erano certamente di più. Dalla bocca di Mattia Santori, la richiesta di una nuova fase costituente e una “Piazza Grande bis“, ma nessuna proposta.

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“Serve una proposta politica credibile, e non spetta a noi farla, ma spetta ai partiti politici. Abbiamo con noi i sacchi a pelo perché non ci basta essere ascoltati, chiediamo una iniziativa politica e siamo disposti ad accamparsi finché non la avremo”, sono state le parole più incisive di Santori, accampato all’esterno del Nazareno. Un atto che oggi il ragazzo rivendica con forza rispondendo alle critiche di quanti si appellavano alle norme anti Coronavirus. “Abbiamo organizzato in 24 ore una manifestazione del tutto legale, perché ci si può spostare per manifestazioni nazionali. Avevamo fatto i tamponi. Questo ha dato fastidio a una parte della casta politica”, spiega Santori.

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Parlando ancora con Repubblica, Santori chiarisce circa la prospettive future del movimento. Niente accordi con Matteo Renzi.Io penso che bisognerebbe applicare il principio della recidività. La recidività di chi ha prima fatto grossi errori e poi ha infierito su un corpo già martoriato. C’è un principio di lealtà da salvaguardare”, prosegue Santori. E, mentre il PD si frantuma, le Sardine, invece, diventano la fotografia di quei cittadini che seguono la politica ma non sono iscritti a un partito. “Il PD di sabato? Quello con una dirigenza incartata e totalmente incapace di produrre creatività e innovazione, perché solo impegnata nelle lotte di potere”, spiega Santori che, dlla domanda se si iscriverà al Pd, risponde senza dubbi: “No, perché in questo momento il Pd ha un marchio tossico. Nessuno ora farebbe la tessera. Si vede dal fatto che gli iscritti sono in calo”, conclude.