Effetto Letta: Pd in risalita, paga l’idea di un “partito nuovo”

Il Pd risale nei sondaggi, le parole del nuovo segretario sono piaciute alla base, anche se il compito è arduo: rinnovare il partito e regolare le alleanze. Letta dovrà anche sapere colpire gli avversari, in particolare un certo ex-premier..

Enrico Letta è davvero una bocca d’ossigeno per il Partito Democratico, fino a pochi giorni fa in picchiata nei sondaggi a causa dell’ufficialità del popolare Giuseppe Conte a capo del Movimento 5 Stelle e della scelta del Pd di entrare nel Governo Draghi.

Il compito che spetta al nuovo segretario non è dei più semplici: risollevare il partito dall’impasse ideologica e politica in cui si trova. Il Partito democratico ha scelto in questi anni di governare, sempre e comunque, per un senso di responsabilità, che odora fin troppo agli elettori di poltronismo, accettando ogni tipo di alleanza, da quella molto contestata dalla base coi 5 Stelle a quella, recente e ancora più complessa, di stare al governo con la Lega. Il discorso di Letta pronunciato domenica durante l’assemblea nazionale ha rinvigorito la base e messo (temporaneamente?) a tacere le troppo chiassose correnti che hanno devastato Zingaretti.

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Rinnovare il Pd, dunque è l’obbiettivo dichiarato di Letta. L’ennesimo tentativo di rinnovo, si potrebbe osservare, ma la sensazione è che questa sia l’ultima chiamata. I giovani sono forse la categoria che peggio vive la crisi pandemica e che sicuramente ha sofferto e continuerà ancora a soffrire una crisi economica che dura da oltre un decennio. “Solo se coinvolgeremo i giovani potremo dire di aver vinto. Se non ce la farò avrò perso la mia sfida qui” ha detto domenica Letta. Un partito nuovo ma che parta da giovani, osiamo immaginare se terrà fede alle sue parole. Il “partito nuovo” dovrà anche coniugare un modello di sviluppo che promuova sostenibilità ambientale e sviluppo tecnologico e strutturale del paese.

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Un altro punto che è piaciuto ai sostenitori è quello delle alleanze. Il “partito nuovo” si alleerà con il Movimento 5 Stelle, anche lui rinnovato  dopo aver (temporaneamente?) lasciato da parte populismi e sovranismi che il Pd non può e non deve tollerare. Ma niente subalternità ai pentastellati e basano la loro politica sui sondaggi e sulla pancia degli elettori, sperando che i vicini di coalizione seguano la stessa via. E infine un “partito nuovo” che sia capace di tenere testa a Salvini e soprattutto a Renzi. Letta ha dimostrato di sapere come mettere in scacco il Centrodestra, lo fece già nel 2014 quando riuscì a spaccare la coalizione allora guidata da Berlusconi. Per quanto concerne il senatore di Scandicci, inutile dire che con lui Letta ha un conto aperto. Difficile pensare che gli lascerà spazio fuori e dentro il Pd. “Enrico, stai sereno” brucia ancora e questo agli sostenitori del Pd, piace molto