Draghi contro le aziende farmaceutiche: “Cittadini ingannati”

Un Mario Draghi durissimo conferma il sostegno italiano alla “guerra dei vaccini” e si scaglia contro gli inganni di AstraZeneca. Discorso in piena linea con quello della presidente Ursula von der Leyen.

Si accende il coro dei leader europei contro le aziende farmaceutiche, e forse se ne sentiva davvero il bisogno. Il premier italiano Mario Draghi è molto duro nel suo intevernto in videoconferenza al Consiglio europeo: “I cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche, penso soprattutto ad AstraZeneca” e “le aziende non stanno rispettando i contratti stretti con Bruxelles” dice Draghi. Secondo il Presidente del Consiglio l’Europa non può rimanere immobile verso questo ostacolo e ha dato il suo pieno sostegno alla proposta della presidente della Commissione Ursula von der Leyen di rafforzare il meccanismo europeo sulle esportazioni di vaccini.

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Draghi si accoda alle parole della presidente della Comissione europea che aveva chiesto alle aziende di rispettare gli accordi siglati con l’UE, prima di esportare le dosi di vaccino in altri paesi. “Penso sia chiaro che Astrazeneca deve onorare il contratto con gli Stati membri prima di potersi impegnare di nuovo nelle esportazioni di vaccini“, aveva detto la von der Leyen.

Purtroppo le case farmaceutiche hanno il coltello dalla parte del manico, senza di loro non è possibile uscire dall’emergenza Covid. Questo però non deve ricadere sui cittadini europei. L’Ue dal canto suo però non dovrebbe lasciarsi sfuggire la situazione di mano ricordando che una pandemia non deve essere l’occasione per qualcuno di fare profitti. Soprattutto perché in gioco c’è la salute della popolazione mondiale.

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AstraZeneca deve recuperare sui suoi ritardi con gli Stati membri prima di potersi impegnare di nuovo nell’esportazione di vaccini” ha detto la Von der Leyen al termine della videoconferenza. Dopo i tagli, i ritardi e gli inganni dei mesi scorsi, AstraZeneca dovrà rispettare i patti, perché ora l’Unione si è attrezzata con le armi per difendersi. A partire dal meccanismo di autorizzazione all’export, che nella sua ultima versione rafforzata, seppur col richiamo alle cautele da parte di alcuni, ha riscosso il consenso generale.