Ostruzionismo sul ddl Zan, si alzano i toni nella maggioranza

Scontro nella maggioranza sulla legge contro l’omobitransfobia. PD contro Lega e Fdi: se calendarizzato, potrebbe aumentare la tensione nei leghisti.

Il deputato Alessandro Zan

Si alzano in toni nella maggioranza dopo l‘ennesimo rinvio sul disegno di legge che punisce l’omobitransfobia, anche detta Legge Zan. Il Centrodestra sta facendo forte ostruzionismo, il provvedimento è fermo da mesi in Senato dopo l’approvazione di ottobre scorso alla Camera, a causa della mancata calendarizzazione da parte del presidente della Commissione Giustizia Andrea Ostellari. Possibile che, sotto la pressione del Partito Democratico spalleggiato dal M5S, la Lega debba cedere per evitare tensioni ulteriori nel governo, ma la cosa lascerebbe pesanti ferite nel partito di Salvini dove i mugugni per le posizioni centriste di queste settimane si sono fatti più forti.

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La Lega – fa sapere il presidente dei senatori del partito di Salvini, Massimiliano Romeoè assolutamente contraria alla calendarizzazione“. Severa reazione della senatrice Pd Monica Cirinnà, già prima firmataria della legge sulle unioni civili, che definisce l’azione del Centrodestra “un’operazione squadristica, perché tu puoi votare contro, ma non impedire che la Commissione e l’Aula discutano. Visto che non sentono ragioni, bisognerà investire direttamente la Capogruppo centrale e, possibilmente, anche la Presidente del Senato. Le regole sono regole e devono valere per tutti“. Le fa eco addirittura il segretario dem Enrico Letta che scrive su twitter “Opporsi alla calendarizzazione del ddl Zan contro la #omotransfobia, ecco lo spirito europeo della Lega“.

Offensiva la risposta del senatore di FdI Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia, che definisce la senatrice “Cirinnà analfabeta istituzionale. Opporsi alla calendarizzazione di un disegno di legge (nella specie il ddl Zan) ritenendolo non urgente e necessario in relazione ad altri ben più importanti, è una prerogativa che compete a ciascun gruppo. Squadrista è semmai chi vuol costringere, con pressioni indebite e velate minacce, dei parlamentari che rispondono solo alla propria coscienza ad approvare delle norme chiaramente incostituzionali, come quelle contenute nel ddl Zan che trasformerebbero in reato legittime opinioni sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sul diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre e così via”.

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Elodie e Fedez

Il tema è così sentito che persino la cantante Elodie, apprezzata ospite delle serate di Sanremo 2021, si è scagliata contro la Lega. “Questa gente non dovrebbe essere in Parlamento. Questa gente è omotransfobica – ha detto l’artista-. Siete indegni“. Poche ore dopo anche Fedez, rapper e marito di Chiara Ferragni, ha dichiarato “la legge Zan è una priorità, lo Stato tuteli la libertà dei nostri figli

COME FUNZIONA LA LEGGE ZAN

Qualora fosse approvato anche al Senato, la legge Zan punirebbe i “comportamenti accomunati dalla finalità di discriminazione fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”. La pena per chi commette atti discriminatori fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” è:

  • la reclusione fino ad un anno e 6 mesi o multa fino a 6.000 euro per chiunque istiga a commettere o commette atti di discriminazione;
  • la reclusione da 6 mesi a 4 anni, chiunque istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza;
  • la reclusione da 6 mesi a 4 anni, chiunque partecipa o presta assistenza ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per tali motivi.

Fratelli d’Italia si è più volte appellato alla “libertà di opinione per difendere la famiglia naturale“. Per questo motivo la legge Zan prevede anche che “non costituiscono istigazione alla discriminazione la libera espressione delle idee o la manifestazione di convincimenti o di opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, nonché le condotte legittime riconducibili alla libertà delle scelte, purché non istighino all’odio o alla violenza, ossia non presentino un nesso con atti gravi, concreti ed attuali”.