Da zona bianca, la Sardegna si colora di rosso: pochi vaccini e troppi comportamenti scorretti

Era stata l’unica regione ad essere dichiarata zona bianca a fine febbraio, e adesso diventa zona rossa: un netto peggioramento per la Sardegna. A pesare l’indice Rt a 1.54, il più alto d’Italia. La Regione ha ammesso: “Poche scorte di vaccini, ma anche troppe rinunce ad AstraZeneca”. La Regione Sardegna, in base agli indici di trasmissibilità del virus è entrata all’interno dei criteri più stringenti per il contenimento dell’epidemia da coronavirus. Lo prevede la nuova ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, basata sui dati e sulle indicazioni della cabina di regia regionale. L’ordinanza entrerà in vigore a partire da lunedì 12 Aprile. Ma quali sono i motivi che hanno spinto a tale decisione?

sardegna zona rossa

Perché la zona rossa?

In primis, i numeri sulle vaccinazioni in Sardegna, che non dicono nulla di buono. Dosi che non arrivano e in più ci si mettono anche le defezioni: nell’Isola le rinunce a vaccinarsi con il siero AstraZeneca si attestano tra il 40% e il 50%. Dati preoccupanti confermati dall’’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu: “Dopo le ultime vicende di AstraZeneca abbiamo registrato ulteriori defezioni dopo quelle dei giorni scorsi. Troppe. Cito due esempi significativi, in un centro sono venuti meno 450 prenotati su 800 e in un altro oltre 300 su 600: e l’andamento è questo in tutta la Sardegna”. In ogni caso, d’ora in poi AstraZeneca sarà inoculato solo agli over 60 come da prescrizione ministeriale. Nonostante, siano stati somministrati, ieri, 11.257 vaccini nei vari hub dell’Isola, la Sardegna risulta ancora agli ultimi posti per numero di dosi inoculate rispetto a quelle consegnate: a oggi 289.797 su 402.820 consegnate, quindi il 71,9%. Peggio soltanto la Calabria e la Puglia.

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Numeri di positività

I casi di positività accertati dall’inizio dell’emergenza, in Sardegna, sono circa 48.315.Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 380 nuovi casi. In totale sono stati eseguiti 1.057.452 tamponi, per un incremento complessivo di 7.955 test rispetto al dato precedente. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l’Isola un tasso di positività del 4,7%. Si registrano inoltre quattro nuovi decessi (1.259 in tutto). Sono invece 321 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+19), mentre sono 50 (+1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.078. I guariti sono complessivamente 30.595 (+126), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 12. Sul territorio, dei 48.315 casi positivi complessivamente accertati, 12.284 (+87) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.415 (+84) nel Sud Sardegna, 4.147 (+21) a Oristano, 9.562 (+104) a Nuoro, 14.907 (+84) a Sassari.

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E la stagione estiva?

E con questi numeri, ci sono molte incognite per la stagione turistica. Per questo, il governatore Solinas, ha chiesto, insieme al collega siciliano Musumeci, di prevedere una campagna vaccinale accelerata per trasformare il territorio delle due isole in aree Covid-free e poter così accogliere i visitatori, puntando sul fatto che le due isole hanno una spiccata vocazione turistica e il settore ricettivo ha un’importanza fondamentale per l’economia regionale. Il generale Paolo Figliuolo, come ha già fatto in Calabria, ha inviato una squadra speciale in Sardegna per accelerare il processo di immunizzazione nell’isola.