Salvini e Renzi, insieme per una “commissione di inchiesta” sulla pandemia. Attacco finale a M5S e PD

Salvini evita la “trappola Speranza” ordita da Meloni e trova sponda su Renzi. L’obiettivo è attaccare Pd e M5S evitando il pantano col il capo del Governo. I due Matteo sono sempre più amici.

Da quando sono insieme al governo Salvini e Renzi si trovano su posizioni molto simili, soprattutto quando nel mirino ci finiscono gli avversari. Lega e Italia Viva chiedono l’istituzione di una Commissione parlamentare con poteri investigativi che faccia luce sulle responsabilità della gestione della pandemia. Obiettivo dell’attacco è l’alleanza Pd-M5S. Per i due Matteo infatti la commissione metterebbe al centro i maggiori antagonisti della coppia, ovvero sia l’ex-premier Giuseppe Conte, nemico giurato di entrambi i leader di partito, sia l’ex-Commissario all’emergenza Domenico Arcuri, da alcuni giorni inserito nel registro degli indagati per peculato nell’ambito dell’inchiesta dell’acquisto delle mascherine cinesi. Alla proposta di legge per l’istituzione della Commissione ci sta lavorando il capogruppo dei renziani al Senato, Davide Faraone.

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Salvini con casca nella trappola ordita da Fratelli d’Italia che ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza. Giorgia Meloni ha sfidato il senatore del Carroccio mettendolo davanti a una scelta: votare Sì per dare un segnale forte al Governo e stabilizzare l’alleanza di Centrodestra oppure votare No e chiudere la Lega in angolo. “Le mozioni di sfiducia rafforzano chi le subisce. Invito le altre forze di Centrodestra a chiedere, d’intesa con Renzi, la commissione d’inchiesta sulla pandemia che ci aiuterà a far luce sulle responsabilità, comprese quelle di Speranza. Su questa i numeri ci sono” ha risposto Salvini, evitando l’imboscata. Uno degli obiettivi di Salvini infatti rimane sempre la rimozione di Speranza, così da puntare direttamente alla guida del dicastero.

L’abbiamo chiesta ufficialmente in aula, per primi, un anno fa. E dopo quello che è successo siamo ancora più convinti” incalza Renzi. “Quando vedi 100 milioni di euro buttati via nei banchi a rotelle esigi chiarezza. Non contro Speranza, ma per la verità. A cominciare dalle mascherine, dai report Oms, dai ventilatori comprati a caro prezzo in Cina ma non funzionanti, nonostante le garanzie dell’onorevole D’Alema“. “D’Alema – insiste il leader di Italia Viva è il campione di una certa sinistra che ha sempre sognato di eliminare l’avversario per via giudiziaria e non politica. Io non sono come lui e dunque non strumentalizzo i suoi ventilatori mal funzionanti. Certo, c’è una doppia morale: se fossi stato io l’uomo dei ventilatori cinesi sarebbe già esplosa una campagna social di Leu e M5S con richiesta di condanna all’ergastolo e di dimissioni da parlamentare, che è il loro vero obiettivo da quando abbiamo mandato a casa Conte“.

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Una Commissione come quella proposta potrebbe però avere l’effetto di danneggiare la Lega come un boomerang. Il rischio è che si accertino le responsabilità della giunta della Lombardia e sulla mancata chiusura di Alzano e Nembro a marzo scorso, con il governatore Fontana e l’ex-assessore Gallera lombardi tra i primi colpevoli dell’incompetenza leghista, per non dire peggio. Un po’ come successe con la commissione Banche del 2017 voluta proprio da Renzi e che mise in difficoltà proprio il suo governo e la fedelissima renziana Maria Elena Boschi.

A ogni modo le prove di alleanza tra Salvini e Renzi in Parlamento ci sono. I due convergono su quasi tutto: riaperture, avversari, ponte sullo Stretto, coprifuoco, rancori personali. Con le elezioni politiche sempre più vicine e le alleanze di governo ormai decise in Parlamento dopo il voto e con benestare degli elettori, non è impossibile immaginare di vedere i due Matteo felicemente insieme in un prossimo futuro.