Asportazione neo in agriturismo, donna muore: arrestati medico e santone

Una giovane donna a Genova è morta a causa a seguito dell’asportazione di un neo. L’intervento era stato effettuato da un medico e da un santone in un agriturismo, senza che venisse successivamente effettuato l’esame istologico. I due uomini sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario, circonvenzione di incapace e violenza sessuale.

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L’asportazione del neo è stata effettuata nella stanza di un agriturismo, in assenza delle condizioni di igiene necessarie – meteoweek.com

La Polizia di Genova soltanto ieri è riuscita a rendere giustizia alla morte di Roberta Repetto. La giovane è deceduta a ottobre scorso presso l’ospedale San Martino, dove era stata ricoverata a causa di un gravissimo melanoma. Il tumore alla pelle, degenerato in metastasi, non ha lasciato scampo. Dietro alla vicenda, tuttavia, si celano scabrosi dettagli. Anni prima, infatti, la vittima si era sottoposta alla asportazione di un neo in un agriturismo. Ad operarla un medico ed un santone, i quali non avevano effettuato alcun esame istologico. L’intervento chirurgico, inoltre, era avvenuto in condizioni precarie, senza l’utilizzo di anestesia. Le conseguente della malasanità sono state rilevanti. La donna, infatti, sarebbe potuta essere curata. I due uomini a distanza di mesi dalla morte della quarantenne sono stati arrestati. Le accuse sono, oltre che di omicidio volontario, anche di circonvenzione di incapace e violenza sessuale.

L’asportazione del neo in agriturismo

Roberta Repetto, in base alle indagini dei Carabinieri liguri, si sarebbe avvicinata al centro olistico Anidra, a
Bordonasca, di cui Vincenzo Paolo Bendinelli, arrestato questa mattina, era presidente e maestro spirituale. La donna sarebbe dunque stata assorbita dagli “insegnamenti” di quest’ultimo, venendo plagiata al punto da essere isolata anche dai propri cari. Lì insegnava Yoga e Thai Chi Chuan e aveva anche celebrato il proprio matrimonio. È per questa totale fiducia che la vittima si era fatta convincere a farsi operare dal santone, il quale aveva contattato dottor Paolo Oneda, dirigente di Chirurgia generale dell’ospedale di Manervio. In base a quanto emerge dalle ricostruzioni sarebbe stato proprio il medico bresciano a asportare il neo alla quarantenne.

L’intervento chirurgico sarebbe avvenuto in una stanza dell’agriturismo di cui il santone era proprietario, su un tavolo da cucina e senza anestesia. Esso sarebbe stato inserito, a detta di Vincenzo Paolo Bendinelliin un presunto processo di «purificazione spirituale». Il neo, al termine dell’asportazione, non era stato sottoposto ad alcun esame istologico, che avrebbe potuto evidenziare la presenza del tumore generato poi in metastasi. Roberta Repetto, nei mesi successivi, in preda a dolori lancinanti, avrebbe chiesto delucidazioni al medico e al santone. I due uomini, tuttavia, le avrebbero negato le cure, suggerendole piuttosto di praticare «tecniche di protezione energetica».

Il suo quadro clinico intanto si aggravava progressivamente. Per oltre un anno non ha ricevuto l’assistenza necessaria, tanto da arrivare ad un punto di non ritorno. A distanza di mesi dall’operazione la vittima avrebbe confessato quanto accaduto ai familiari. Soltanto dopo il decesso, tuttavia, questi ultimi si sono recati dai Carabinieri per presentare denuncia. Adesso è emersa tutta la verità.

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Roberta Repetto, morta a 40 anni per un melanoma – meteoweek.com

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L’accusa di violenza sessuale

Vincenzo Paolo Bendinelli Paolo Oneda sono adesso accusati di omicidio volontario con dolo eventuale. Le prove della correlazione tra l’operazione chirurgica per l’asportazione del neo in condizioni inadeguate e la morte di Roberta Repetto sono infatti rilevanti. I due uomini, inoltre, sono accusati di circonvenzione di incapace e di violenza sessuale. Un altro filone dell’indagine è infatti stato avviato nel 2019 a seguito della denuncia dei parenti di una giovane donna ospite del centro, la quale sarebbe stata anch’ella plagiata e vittima di abusi. Il lavoro del santone, in tal senso, sarebbe stato favorito da una psicologa. La dottoressa avrebbe, nel dettaglio, spinto un gran numero di ragazze emotivamente fragili verso il centro, raccomandandolo per le cure. Esse iniziavano in questo modo a vivere un incubo.

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Il blitz dei Carabinieri è scattato all’alba di martedì. Gli agenti hanno sottoposto a misura cautelare il santone ed il chirurgo, adesso in arresto. Un avviso di garanzia è stato invece notificato ad una psicologa, coindagata soltanto per i reati di circonvenzione di incapace e violenza sessuale. Inoltre, sono stati perquisite le abitazioni e gli uffici dei tre.