Destra e sinistra diventano aperturisti e rigoristi, la nuova divisione della politica

La scelta di riaprire o di fare un nuovo lockdown è passata dal vaglio del dibattito politico. Un tema che sarebbe dovuto essere di dominio scientifico, la politica lo strumentalizza per mera propaganda elettorale. La destra e la sinistra si divide ora in aperturisti e rigoristi.

Oggi chi è di sinistra è per una linea di chiusura più rigorista mentre la destra preme per la riapertura e il ritorno delle attività commerciali. Ma questo assurdo schieramento parlamentare non ha radici molto fondate. A tutti interessa la salute e continuare a lavorare. Eppure la destra e la sinistra si dividono così tra aperturisti e rigoristi. Un dibattito che in paesi come la Gran Bretagna non è nemmeno avvenuto perché la scienza aveva dei dati e la politica ha eseguito e l’economia non si è fermata perché un’emergenza del genere non è colpa di nessuno. La prevenzione insieme con il sostegno economico hanno fatto sì che non ci fossero dibattiti né proteste né lamentele. Tutto molto semplice, ed è la causa di questa separazione nel nostro Paese.

Le attività sono state abbandonate e sono state sormontate dai debiti non potendo lavorare e non ricevendo un degno aiuto economico da parte dello Stato, da qui si è scatenata la protesta dei lavoratori dai ristoratori allo spettacolo, settori in ginocchio che vogliono lavorare, nonostante la paura per poter sopravvivere. Un dibattito sbagliato che invade le televisioni che ha diviso la politica, chi ha la responsabilità di prendere una scelta così importante come chiudere il paese in un lockdown o riaprire tutto rischiando di far precipitare la situazione dei contagi. Una questione che ha diviso tanto da non produrre più un pensiero critico a riguardo, l’opinione pubblica è influenzata dalle posizioni della politica e si trasforma in elettorato e viceversa l’elettorato appoggia una posizione piuttosto che un’altra per tendenza politica.

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Aperturisti e rigoristi, la nuova contrapposizione politica

Perché a sinistra vogliono chiudere e a destra vogliono riaprire? Probabilmente la sinistra insiste con le chiusure perché il ministro della Salute milita nelle file del centrosinistra e le misure restrittive sono state prese in primis dal governo Conte bis e la destra come allora, anche oggi che è al governo, si oppone a queste decisioni. Un’altra probabile motivazione di questa creazione di fazioni opposte può risiedere nell’elettorato. La maggior parte degli elettori della destra è un lavoratore autonomo o artigiano mentre i lavoratori pubblici e statali votano più a sinistra. Questo dibattito viene quotidianamente usato dai politici come argomento per i loro discorsi, è finito così per essere strumentalizzato. I cosiddetti populisti, soprattutto chi è all’opposizione, approfitta della delusione e della frustrazione dei lavoratori per le scelte del governo. Ogni protesta e ogni manifestazione porta i politici a dire esattamente ciò che gli elettori vogliono sentire da loro.

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Due posizioni, due ragioni entrambe valide con altri vari motivi e complessità nel mezzo. Due posizioni che non ci sarebbero state se la politica avesse risposto in maniera efficace e assertiva alla crisi. Il fattore economico ha giocato un ruolo fondamentale. A nessuno importa più del business che della salute, nemmeno alla destra aperturista. Ma la “destra aperturista” parla per la gente nelle piazze e i lavoratori abbandonati. Il governo e la politica avrebbe dovuto parlare con una sola voce, o quantomeno più omogenea e l’unico fattore decisivo sarebbe stato quello sanitario. Oggi invece anche questa, soprattutto questa è politica. La destra e la sinistra non avendo altri argomenti con cui fare propaganda elettorale hanno utilizzato la pandemia e le chiusure anticovid. Un argomento che contrappone la destra e la sinistra come aperturisti e rigoristi.