Comunali Roma, Centrosinistra verso le primarie. Prende quota l’ipotesi Zingaretti, ma solo se il link con i 5 Stelle tiene

Sì alle primarie per i dem a Roma ma ancora non ci sono candidati ufficiali. Corteggiatissimo Nicola Zingaretti che al momento non si è reso disponibile ma che, stando ai sondaggi e ai colleghi di partito, vincerebbe facilmente le comunali della Capitale. 

Dopo mesi di discussioni, rinvii e dichiarazioni, finalmente arriva l’ufficialità: il Partito Democratico farà le primarie a Roma per scegliere il candidato a Sindaco. La data sarà probabilmente quella del 20 giugno prossimo e prevede l’allestimento di 200 gazebo dove i cittadini si potranno recare per votare, versando una quota di 2 euro. Non si esclude anche la possibilità di istituire il voto on-line per evitare assembramenti. Le elezioni comunale attualmente sono state rinviate a causa della pandemia e la data non è ancora certa, ma si prevede si possano tenersi in autunno.

L’assemblea del partito romano ha partorito la decisione dopo una lunga assemblea a cui hanno partecipato gli esponenti dem della Capitale insieme alle liste e partiti del Centrosinistra della città. Due gli autoesclusi eccellenti alla riunione: Azione di Carlo Calenda e Italia Viva che hanno deciso di non aderire alle primarie e sostenere la candidatura dell’ex-ministro dello Sviluppo economico e attuale europarlamentare.

Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane che davano quasi per certa la discesa in campo di Roberto Gualtieri, non sono ancora state presentate candidature ufficiali da sottoporre agli elettori del Centrosinistra. Insieme all’ex-capo del dicastero dell’Economia, si sono fatti anche i nomi della senatrice Monica Cirinnà, dell’ex-assessore capitolino Giovanni Caudo e del ricercatore ed ex-consulente di Gentiloni Tobia Zevi. Un’altra ipotesi però sta prendendo piede in queste ore e risponde al nome di Nicola Zingaretti.

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ZINGARETTI LA CARTA VINCENTE

Il presidente della regione Lazio è molto stimato a Roma e troverebbe sponde anche nel complicato rapporto con il Movimento 5 Stelle romano. Il Governatore è corteggiato dai colleghi di partito da diverse settimane ma Zingaretti ha detto di voler concludere il suo mandato alla regione che scadrà nel 2023: “In queste ore girano tanti retroscena ma il tema è molto semplice: a me fa piacere questo calore e anche fiducia nei confronti del lavoro come amministratore, è un risultato della nostra comunità e del buon governo. Voglio continuare a svolgere questo ruolo“. Eppure proprio questa mattina ha ricevuto la stima ufficiale di Andrea Orlando: “Io spero molto ci sia, perché credo sarebbe una carta forte da giocare” ha detto il ministro del Lavoro. Una uscita non a caso che indica la possibilità di un ripensamento da parte di Zingaretti la cui vittoria alle primarie sarebbe scontata e permetterebbe di fare da cerniera con il M5S che potrebbe così scaricare definitivamente la sindaca Virginia Raggi, ostinata a candidarsi nonostante il fallimento della sua amministrazione, l’ostilità dei romani e l’imbarazzo dei pentastellati per le vicende che l’hanno coinvolta in questi cinque anni.

Zingaretti avrebbe l’appoggio anche di Gualtieri, suo grande sostenitore, e vincerebbe facilmente non solo le primarie ma probabilmente anche le comunali. Stando a un realizzato da Winpoll per il Sole 24 ore, Zingaretti è il politico più gradito ai romani (44%), seguito a pari merito da Bertolaso e Calenda (43%), Gualtieri (42%), Rampelli (33%) e infine Raggi (28%). Zingaretti inoltre raccoglie un consenso trasversale pescando anche dagli altri partiti.

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RAGGI E CALENDA, DUE SPINE NEL FIANCO DEL PD

La scelta di fare le primarie e i nomi che circolano lasceranno però degli strascichi nel Centrosinistra. Come detto, Virginia Raggi non sembra decisa a ritirarsi e potrebbe presentare una sua lista anche senza l’appoggio del M5S, la sua candidatura è il principale ostacolo a un accordo con il PD per il rapporto ostile nel consiglio comunale capitolino e per la comunicazione della Raggi che ha sempre sottolineato la discontinuità con le amministrazioni precedenti. Inoltre c’è il nodo Carlo Calenda che ha deciso di candidarsi con il solo appoggio di Azione (un partito personale e personalistico senza appoggio di esponenti di rilievo) e quello traballante di Italia Viva (che più che scegliere Calenda va contro il Pd per strategia politica, così come fa sul piano nazionale). “Il PD chiama le primarie ma continua a cercare il ritiro della Raggi, l’alleanza con i 5 Stelle e Zingaretti, il che le escluderebbe. Quindi le chiama per poi cercare di evitarle” dichiara Calenda che lancia una dura frecciata ai dem “In passato hanno fatto fuori Gentiloni/Sassoli per Marino, salvo poi azzopparlo ogni giorno. Non voglio fare il sindaco dipendendo da Bettini, Mancini e Astorre” afferma poi categorico: “Non è la mia strada. Fine“.