Conte e Letta uniti contro la Lega “di lotta e di governo”: prove tecniche di alleanza

I due ex-premier si fanno difensori del Governo e di Mario Draghi. L’obiettivo è attaccare Matteo Salvini e rinsaldare l’alleanza Pd-M5S.

La maggioranza è in subbuglio ma l’asse Pd-M5S tiene bene. I leader dei due partiti si fanno portavoce del fronte di contenimento della Lega per conto del Governo, attaccato duramente da Matteo Salvini, fortemente critico in questi giorni sulla scelta di tenere il coprifuoco fino alle 22. L’obiettivo è isolare Salvini anche dentro il suo partito.

Il leader della Lega ha indetto una raccolta firme per abolire il Coprifuoco. “Quasi 90 mila firme raccolte in poche ore, grazie a voi e nel silenzio di giornali e tivù, per chiedere libertà e lavoro. Straordinario! Avanti così, fino all’obiettivo“. scrive sui social, tra l’altro appoggiato da Matteo Renzi. “Nella giornata della Liberazione la Lega è in campo per restituire diritti, lavoro e libertà agli italiani” ha scritto il 25 aprile, riferendosi ancora al coprifuoco come una negazione della libertà, per poi dire in una intervista su La7: “Adesso gli italiani chiedono salute, lavoro e libertà. Continuo a non essere d’accordo con il coprifuoco  alle 22 ma non devo essere io a convincere Draghi. Io penso che entro metà maggio saranno i dati a consentire di riaprire“. Dichiarazioni che non sono piaciute a Mario Draghi, impegnato sull’approvazione del PNRR alla Camera. Il premier si è quindi assicurato il supporto di Letta e Conte per ridimensionare Salvini ed evitare di intervenire direttamente sulla questione.

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Il primo colpo è stato sparato da Enrico Letta:Salvini partecipa a una raccolta firme contro il coprifuoco che il governo di cui fa parte ha stabilito“, afferma ricordando l’astensione dei ministri leghisti sul decreto riaperture in Consiglio dei Ministri. “Draghi ha tenuto il punto nonostante l’astensione. Io suggerisco sommessamente di considerare che può succedere una volta, ma non deve succedere più. Se un partito di maggioranza non vuole stare al governo, non ci deve stare“, ha spiegato il segretario dei dem.

Si fa vivo attaccando Salvini anche Giuseppe Conte, tirato per la giacca da Luigi Di Maio a intervenire nel dibattitto pubblico perché finora troppo distratto dalle questioni interne al Movimento 5 Stelle e alla sua nuova leadership. “Governare in tempi di pandemia è una responsabilità dura, durissima. Si è costretti a intervenire con misure limitative di alcune pur fondamentali libertà costituzionali, a chiedere grandi sacrifici ai propri connazionali” scrive in un post l’ex-premier. “Una forza politica è libera di scegliere la via più comoda dell’opposizione, sperando di riuscire a intercettare il diffuso malcontento delle tante famiglie e imprese che stanno affrontando una durissima prova. Oppure può decidere di condividere le responsabilità di governo, avendo così la possibilità, con i propri ministri, di sedere ai tavoli dove si formano le decisioni e orientare le scelte: utilizzare la propria posizione per incassare onori e vantaggi, rifuggendo però oneri e responsabilità, è tanto facile quanto ingiusto e scorretto [..] Cosa faranno adesso i ministri leghisti? Si accoderanno ad apporre le proprie firme alla iniziativa propagandistica contro il coprifuoco lanciata ieri dal loro leader di partito, oppure si dissoceranno? Bisogna scegliere da che parte stare: se da quella di chi soffia sul fuoco o da quella di chi si rimbocca le maniche per spegnere l’incendio. Così come su altri aspetti del decreto riaperture, sulla scelta di tenere il coprifuoco alle 22verrà fatto un “tagliando” tra il 10 ed il 14 maggio che valuterà anche l’andamento dei dati sui contagi.

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Comunione di intenti e di azione politica dunque da Letta e Conte. Il rapporto tra loro due è molto stabile e lascia quindi intendere che l’alleanza è una buona base in vista delle prossime amministrative, mentre Salvini appare in difficoltà tra lo stare dentro il Governo Draghi e il fare propaganda da opposizione. Matteo si trova inoltre a dover fare i conti con l’incalzare di Giorgia Meloni anche per quanto concerne i sondaggi che vedono Fratelli d’Italia sempre più in salita e la Lega in forte calo.