Arriva il “decreto Recovery”: semplificazioni opere e poteri sostitutivi per Draghi

Arriva il “decreto Recovery”: semplificazioni opere e poteri sostitutivi per Draghi. Il decreto contiene regole per semplificazioni 

Mario Draghi-Meteoweek.com

La gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza verrà strutturata su tre livelli: Palazzo Chigi avrà responsabilità di indirizzo, la Ragioneria generale si occuperà di controllo e rendicontazione mentre ministeri, Regioni, enti locali ecc., «soggetti attuatori», si occuperanno di realizzare gli interventi.

Nella bozza è previsto che confronto e scambio di informazioni vengano garantiti da un «Tavolo permanente» con parti sociali, enti territoriali, associazioni, nonché da relazioni semestrali a Parlamento e Conferenza unificata e da report annuali della Corte dei Conti. La novità è che la presidenza del Consiglio potrà stabilire commissariamenti in tempi brevi ogni volta che «sia messo anche solo potenzialmente a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali» del progetto.

In sostanza, il premier Draghi avrà larghi poteri sostitutivi che potranno essere messi in campo«in caso di diniego, dissenso, opposizione o altro atto equivalente» con cui le amministrazioni potrebbero ostacolare la realizzazione di un intervento. Il “commissariamento” scatterà dopo max 15 giorni consentiti per superare il problema. Se il problema non verrà superato, scatteranno i poteri sostitutivi, che metteranno il “problema” nelle mani di un’altra amministrazione o a un commissario. Se invece vi sarà un dissenso esplicito a ostacolare il piano, la questione verrà dibattuta entro 5 giorni in sede di consiglio dei ministri.

Mario Draghi-Meteoweek.com

Per ciò che concerne la questione semplificazione delle opere, ieri il governo ha raggiunto un’intesa nella maggioranza e con i sindacati sulle norme in merito agli appalti. Nel decreto sarà assente il temuto allargamento della pratica del massimo ribasso che mette a rischio  qualità delle opere e sicurezza lavoratori. Rimane l’appalto integrato che permette di affidare l’opera a progettista ed esecutore.

Per quanto riguarda il sub-appalto rimarrà il tetto del 40%, ma le regole europee prevedono di cancellarlo. Nel decreto è prevista una forte  riduzione del numero delle stazioni appaltanti. Per gli appalti si sta preparando una proroga delle deroghe vigenti fino al 2023. Prevista anche una clausola per incentivare assunzioni di donne e giovani: nei bandi si dovranno agevolare gli imprenditori under 36 ed è previsto un sistema di penali e premi per chi garantisce vita-lavoro.

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Per semplificare gli interventi del Recovery Plan, al ministero dei Beni Culturali sorge una speciale Sovrintendenza nazionale volta ad «assicurare una più efficace e tempestiva attuazione» dei piani.