Voghera: Salvini difende Adriatici, per Leu la Lega “non conosce dignità”

L’omicidio di Voghera è già un caso politico. La Lega parla di legittima difesa. Pd, M5S e Sinistra attaccano Salvini

Il bar dove è stato ucciso Youns El Boussetaou, ferito al petto da un colpo di pistola sparato da Massimo Adriatici

Sta scatenando un vero e proprio terremoto politico la vicenda dell‘omicidio di un uomo di origine marocchina, ucciso da un colpo di pistola sparato da Massimo Adriatici, assessore comunale alla Sicurezza della Lega a Voghera in provincia di Pavia. L’accusa è quella di eccesso di legittima difesa, mentre l’esponente leghista si difende affermando che il colpo sarebbe partito casualmente in seguito a uno spintone da parte della vittima.

CHI E’ MASSIMO ADRIATICI

Adriatici è assessore alla sicurezza del comune di Voghera, cittadina guidata dalla giunta di centrodestra della sindaca Paola Garlaschelli. Stando al suo profilo Facebook, risulta “docente di diritto penale e procedura penale presso Scuola allievi agenti Polizia di Stato Alessandria” ed “ex docente dell’Università del Piemonte Orientale”. In un’intervista datata 29 marzo 2018, Adriatici affermava che “l’uso di un’arma deve essere giustificato da un pericolo reale, per la persona che la usa, per le sue proprietà o quelle altrui. Ma questo non significa farsi giustizia da soli. Ovvero, la legittima difesa si configura se sparo per evitare che qualcuno spari a me, o non ci sono altro mezzi per metterlo in fuga ed evitare che rubi. Sparare deve essere l’extrema ratio, l’ultima possibilità da mettere in atto se non ne esistono altre”.

Stando alle testimonianze dei cittadini, Adriatici era solito girare per Voghera armato e in possesso di un regolare porto d’armi. Appena insediato aveva introdotto il Daspo urbano contro bivacchi e accattonaggio nel centro urbano: a ottobre 2020 erano stati colpiti da Daspo due mendicanti che chiedevano l’elemosina in piazza Duomo.

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LA DIFESA DEL CARROCCIO

La Lega ha sin da subito difeso Adriatici, affermando che si tratta di legittima difesa. Alle accuse che sostengono non ci fosse un reale pericolo per l’assessore, il segretario Matteo Salvini ha affermato in un video apparso sui suoi social: “Altro che far west, a Voghera si fa strada l’ipotesi della legittima difesa. Aspettiamo la ricostruzione dei fatti, non ci sono cittadini che con il legittimo possesso delle armi vanno in giro a sparare, a fronte di una aggressione come estrema ratio”. E aggiunto “Ovviamente la difesa è sempre legittima“. Fonti interne alla Lega si sono da subito premurate di fare sapere che la vittima “era una persona nota in città e alle forze dell’ordine per episodi di ubriachezza e violenze“, quasi a volere giustificare il gesto di Adriatici.

Massimo Adriatici, assessore ed esponente della Lega. E’ accusato di omicidio per eccesso di legittima difesa

LE ACCUSE DI PD, M5S E SINISTRA

Non dello stesso avviso gli esponenti del Partito Democratico. “Siamo di fronte ad un fatto che testimonia la gravità di una situazione che, continuamente alimentata dalla propaganda, rischia di finire fuori controllo e di farci sconfinare nella barbarie – afferma il senatore Alan Ferrari, vice presidente vicario dei senatori del Pd – In un paese civile e democratico un assessore non spara a una persona. Mi auguro che la Lega al più presto prenda le distanze dal gesto di Adriatici. La giustizia fai da te non ha cittadinanza nelle nostre leggi e nella nostra convivenza”. In una nota del Circolo Pd Voghera, Torrazza Coste e Codevilla si legge: “Noi contrasteremo sempre una idea della garanzia della sicurezza esercitata a prescindere dal ruolo legittimo dello Stato e delle forze dell’ordine che lo rappresentano. È indegna di un Paese democratico una cultura che consegna al singolo l’idea di ‘farsi giustizia’, come se fosse un fatto personale, con il rischio che la cultura dell’odio faccia poi degenerare qualsiasi cosa, come è accaduto“.

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Per il senatore dem Roberto Rampi è assurdo “che un collega senatore [Salvini, ndr.] che rappresenta una delle principali forze politiche e di governo di uno dei principali paesi europei, spenda tante parole per provare a giustificare qualcosa che è ingiustificabile”. Attacchi a Salvini anche da Laura Boldrini “Su Voghera bisogna attendere le indagini. Salvini invece ha già assolto Adriatici perché è del suo partito. Mi chiedo come mai un assessore giri armato. E soprattutto: sarebbe finita così se non avesse avuto una pistola? Questo accade quando circolano le armi”.

Reazioni dure anche dal Movimento 5 Stelle. Dal partito invitano la Lega “a stare al suo posto. La ricostruzione dell’accaduto non è questione di competenza del Carroccio“. Per il sottosegretario all’Interno Carlo Sibiliaè importante che non passi l’idea, neanche strisciante, che nel nostro Paese sia possibile farsi giustizia da soli con una pistola. Dell’ordine pubblico se ne occupano le forze dell’ordine“.

Quello che è accaduto a Voghera è inquietante e desta sgomento e rabbia. E’ inaccettabile che un uomo disarmato possa perdere la vita per un colpo d’arma da fuoco partito in pubblica piazza, come se fossimo nel far West – afferma la deputata pentastellata Valentina Barzotti -. Saranno le autorità adesso a ricostruire la dinamica e le eventuali responsabilità dell’assessore comunale, dalla cui pistola sarebbe partito il colpo. Posso solo esprimere, al momento, le mie condoglianze alla famiglia della vittima“.

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Per il senatore di Leu Francesco Laforgia “ Salvini dimostra una volta di più la propria indecenza giustificando quanto accaduto e derubricandolo a ‘legittima difesa’. Vergognoso che anche di fronte alla morte di una persona non si trovi la serietà per esprimere parole di condanna. La Lega non conosce dignità“. E infine il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola FratoianniIl solo pensiero che un cittadino vada in giro per la città armato è terrificante. Il fatto poi che in questo caso si parli di un rappresentante delle Istituzioni va oltre ogni più tetra immaginazione. A questo porta parlare di ‘difesa sempre legittima’. A questo porta sdoganare l’odio e la violenza, verbale e fisica. A questo – conclude Fratoianni – rischia di portare avere sempre più armi in mano ai cittadini. Io non voglio vivere in un Paese del genere”.